MARTINSICURO – Riportiamo in versione integrale la relazione tecnica dello Studio Chimico  Associato “Astra” di Teramo sulle analisi del terreno e delle acque di falda nell’area di via Segantini a Villa Rosa. A breve dovrebbero essere riconsegnati anche i risultati delle analisi del suolo eseguite dall’Arta.

«A seguito dei campionamenti effettuati in contraddittorio con l’Arta di Teramo nei giorni 30/06/09, 13/10/09, 15/10/09, 14/01/10 nel sito ubicato fra via Di Vittorio e la chiesa di San Gabriele oggetto delle indagini preliminari si relaziona quanto segue.

Le indagini hanno riguardato le matrici acque sotterranee e il terreno. Durante i campionamenti eseguiti con il metodo a trincea, si è constatata la presenza sul terreno di materiale scuro per uno spessore approssimativo fino ad un massimo di circa un metro.

Lo spessore dello strato scuro varia da m. 0,8 ad 1,1, come è stato confermato dall’indagine georadar effettuata dalla ditta Exploro e dalla relazione geognostica dello studio Pegaso di Martinsicuro. L’indagine georadar è stata estesa all’area compresa fra l’ufficio postale, la chiesa di San Gabriele, il Distretto Sanitario e via di Vittorio, per una superficie di circa 9000mq. La presenza di tale materiale è stato confermato sull’intera area.

La qualità e la distribuzione del materiale scuro nel terreno ha dato luogo nei prelievi a campioni disomogenei e variabili fra loro.
I campioni sottoposti ad analisi, considerando il loro aspetto e consistenza sono stati esaminati come rifiuti.

Risultati:

TERRENI – Le analisi sono state indirizzate al controllo del materiale scuro, mentre per gli strati inferiori sono stati presi a riferimento la carota dell’indagine geognostica.

Dalle analisi è emerso che lo strato scuro è rappresentato da materiale contaminato principalmente da metalli pesanti: Rame, Piombo, Nichel, Zinco, e in quantità minore Arsenico e Cadmio; si è registrata anche una notevole presenza di Ferro e Manganese.

In alcuni campioni del materiale esaminato è stata riscontrata anche la presenza in tracce di Idrocarburi Policiclici Aromatici, mentre sono risultati assenti i solventi.

Per le concentrazioni riscontrate e la tipologia, tali materiali sono da considerare rifiuti speciali.

Oltre ai campionamenti in trincea è stato effettuato un carotaggio continuo fino alla profondità di 5 metri, attrezzato a piezometro, in una posizione a ridosso del muro di cinta del Distretto Sanitario.

Dall’esame della carota si è confermata la presenza di materiale scuro per lo spessore di circa 80 cm, mentre negli strati inferiori fino a circa 4,80 metri (profondità alla quale è stato spinto il campionamento) vi era presente sabbia con qualche lente argillosa o limosa.

Le analisi effettuate hanno confermato la presenza di metalli sopracitati nello strato scuro, mentre la loro presenza diviene ridottissima, entro le concentrazioni di soglia di contaminazione negli strati inferiori.

ACQUE – Nell’acqua affiorante campionata nella trincea n.1 e nel piezometro non si riscontra la presenza dei metalli evidenziati nei campioni di materiale scuro oltre i limiti previsti per le acque di falda, ad eccezione del Ferro e del Manganese, ma che sono normalmente presenti nelle acque di falda di quest’area.

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sono stati eseguiti anche dei campionamenti delle acque di falda in alcuni pozzi circostanti l’area di indagine.

Le acque hanno evidenziato la presenza del metallo Arsenico con superamento in alcuni pozzi dei limiti previsti per le acque sotterranee pari a 10µg/litro.

CONCLUSIONI – Alla luce dei dati emersi, avendo evidenziato la presenza di parametri inquinanti al di sopra delle concentrazioni soglia di contaminazione per siti a verde pubblico o residenziali e i limiti previsti per le acque di falda, vanno approfondite le indagini con la redazione del Piano di Caratterizzazione che dovrà essere portato all’approvazione degli organi di controllo a tal fine preposti.

Nel frattempo sarebbe opportuno monitorare i pozzi ritenuti contaminati per valutare l’andamento nel tempo».

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