SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Si farà luce sulla morte di Mario Trento, l’albergatore sambenedettese morto dopo una serie di interventi chirurgici nell’ottobre del 2005 all’ospedale di San Benedetto? Il giudice Filippello ha incaricato due periti dell’università di Chieti. Il loro compito sarà quello di rispondere a tutti i quesiti di entità tecnico-medica.
Dopo le dichiarazioni dell’anestesista e del chirurgo fatte l’11 febbraio scorso presso il palazzo di giustizia di San Benedetto, sul banco dei testimoni è salita una strumentista che all’epoca dei fatti ha prestato servizio nel team dei medici imputati nel caso.

La donna ha dichiarato di non essere un dottore, ma a memoria ha ricordato dettagli precisi riguardanti le condizioni del paziente. Dichiarazioni che a distanza di cinque anni sembrano confermare alcune tesi della difesa. Il tutto però non è sembrato convincere i legali della famiglia Trento, i quali hanno cercato di comprendere l’attendibilità del teste.

Nel mese di luglio si ritornerà in aula per ascoltare la relazione dei periti che nell’attesa risponderanno ai quesiti delle parti e della corte.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 423 volte, 1 oggi)