SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non poteva non replicare Amedeo Ciccanti alle esternazioni di Pino Nico, rilasciate nei giorni scorsi a Rivieraoggi.it. Il consigliere comunale dell’Udc non aveva usato mezze parole, lanciandosi contro gli “yes man” del partito (riferimento ad Edio Costantini) premiati dal parlamentare ascolano con la candidatura alle regionali proprio per la loro fedeltà ai cosiddetti “ordini di scuderia”.

«Ritengo un atto di arroganza e supponenza politica alludere alla candidatura di Costantini come una candidatura riconducibile ad uno “yes man”. Il suo prestigio politico, culturale, nazionale ed europeo dovrebbe essere un orgoglio per i sambenedettesi ed invece diventa occasione di cinica denigrazione umana. “La mamma degli imbecilli è sempre incinta” diceva un mio maestro, ma qui c’è anche un po’ di invidia e gelosia. Non è vero poi che Costantini ha votato il bilancio di Gaspari. Di bugie Nico ne ha dette diverse, ma questa è impossibile da sostenere, perché ci sono i verbali che parlano chiaro».

Attacchi frontali notevoli, sintomi di fratture profonde che difficilmente potranno ricomporsi.

«La sua – continua l’ex sindaco di Ascoli – è  stata una perdita di stile e di educazione nei confronti di amici di partito, che da tempo offende senza ritegno e lucidità. Non capiamo perché abbia perso la serenità ed assuma così evidenti atteggiamenti rancorosi contro il sottoscritto, con il quale ha paura di confrontarsi sia in privato che in pubblico, contro l’amico Costantini e perfino contro la Ceneri, riducendone il valore politico ed elettorale».

Successivamente Ciccanti tiene a precisare che né Nico, né Lorenzetti erano in procinto di essere candidati alle elezioni regionali di marzo. «Per il semplice motivo che non si sono mai voluti candidare, non partecipando mai agli incontri organizzati dal segretario comunale Luigi Orlandi per discutere delle nomine».

Ed ancora l’ennesima smentita: «Non è vero che le decisioni di Costantini sono state assunte in ragione di ordini da me impartiti. La mia storia personale e politica è improntata alla libertà, al confronto democratico e alla ricerca della verità. Non ho mai imposto alcunché a chicchessia. Ho le mie opinioni e le faccio valere nel rispetto di una sana dialettica politica e culturale. Sul bilancio, invece, Nico e Lorenzetti hanno assunto decisioni personali ed unilaterali senza alcun confronto con il partito comunale e provinciale, stante la rilevanza delle conseguenze politiche del voto dell’Udc sul secondo Comune della provincia».

In ogni caso, Ciccanti pare comunque tendere la mano ai due “dissidenti, pur senza rinunciare ad un’ulteriore stoccata: «Apprendo con piacere che Nico non lascerà il partito. L’Udc è una bella famiglia con regole e stili di vita improntati al rispetto del prossimo, a partire dai soci. Nico, in questi ultimi tempi sembra aver dimenticato queste elementari regole politiche, soprattutto di vita, che quando è cristiana è ancora più esigente».

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