Come già preannunciato dal sottoscritto in un precedente DisAppunto, in risposta a certe dichiarazioni del sindaco Giovanni Gaspari, il primario del reparto Cardiologia del “Madonna del soccorso”, Guglielmo De Curtis, aveva preparato una sua “memoria”, che avrebbe inviato ai giornali dopo aver ricevuto il permesso della direzione ospedaliera. Appena avuto il consenso del Dr. Esposito, ha però deciso di inviare la sua protesta soltanto al Corriere Adriatico, che aveva, a suo parere, riportato più inesattezze delle altre testate. “Il giornale di Ancona ha trasformato la mia lettera in un’intervista con domande e risposte che non hanno inquadrato al meglio la realtà». Ci ha chiesto quindi di pubblicare, così come le ha poste, le sue ragioni. Lo accontentiamo, seppur con una precisazione che si rende necessaria dopo aver letto di possibile male informazione. Possiamo testimoniare che le notizie alle quali fa riferimento sono scaturite da dichiarazioni in conferenza stampa del sindaco Giovanni Gaspari. Ecco il documento firmato da Gugliemo De Curtis.

San Benedetto del Tronto 21/2/10,

sono il dott. Guglielmo De Curtis, Direttore dell’U.O. di Cardiologia di San Benedetto del Tronto. Ho letto, con un certo sconcerto e disappunto, l’articolo, pubblicato sul Corriere Adriatico, dal titolo “Esposito trovi bravi primari”, dove si legge: “… mentre a breve lasceranno i camici sia i primari di ortopedia che di cardiologia…”. Ebbene, chi ha redatto quell’articolo o è male informato o ha una palla di vetro ed è in grado di prevedere il futuro. Poiché, dal momento della pubblicazione di quell’articolo, ricevo telefonate di colleghi e pazienti che mi chiedono conferma, mi sembra il caso di smentire, a mezzo stampa, quella notizia.

Oltretutto, non avendo date le dimissioni , come il dott. Morsiani, né avendole preannunciate, non mi pare di poter essere incluso nell’elenco dei primari che, a breve, dovranno essere sostituiti. Mi sembra assai poco opportuno che vengano diffuse notizie che, peraltro, velatamente lasciano pensare che l’attuale conduzione della Cardiologia e/o di altri reparti dell’Ospedale, faccia rimpiangere il passato e/o dia adito di sperare in un futuro diverso e migliore rispetto al presente.

Tutto ciò contrasta con l’elevato apprezzamento da parte dei pazienti che afferiscono all’U.O. di Cardiologia da me diretta. Ho, con dispiacere, constatato che, in questi ultimi mesi, sono stati pubblicati numerosi articoli tendenti a discreditare l’Ospedale di San Benedetto del Tronto e gli operatori (medici, infermieri, amministrativi) che vi lavorano. Come ho già dichiarato in passato, si tratta di critiche spesso ingiustificate, dal momento che i pazienti ricoverati in Ospedale, e non solo in Cardiologia, ricevono una assistenza migliore di quella offerta da molti altri Ospedali, anche più grandi e più accreditati. Ciò non significa che non vi siano delle criticità (lunghi tempi di attesa al pronto soccorso, lunghe liste di attesa). Queste criticità sono determinate, in gran parte, dal diffondersi della medicina difensiva (misure diagnostiche o terapeutiche condotte principalmente, non per assicurare la salute del paziente, ma come garanzia delle responsabilità legali seguenti alle cure mediche prestate) e sono ormai comuni a quasi tutti gli Ospedali italiani che abbiano un Pronto Soccorso.

Tale problema è assente nelle cliniche private ed è, quindi, facile comprendere come un minor numero di pazienti si lamenti di queste ultime. In questi anni la medicina ha fatto molti progressi, anche nell’Ospedale di San Benedetto, ma se da un lato ciò ha comportato una riduzione della mortalità per molte malattie, dall’altro ha aumentato la durata della malattia e, quindi, la possibilità di avere pazienti sofferenti e spesso insoddisfatti. Questa è una contraddizione della medicina moderna, non una pecca del nostro Ospedale.

Ho letto che molti si lamentano che in questo Ospedale non vi siano alte specialità, ma, sinceramente, non credo che la loro presenza risolverebbe i problemi dei pazienti in quanto oggi la vera crisi della medicina non è rappresentata dalla mancanza di risorse, dal contesto organizzativo, dalla mancanza di tecnologia, ma è soprattutto determinata dalla perdita delle relazioni umane tra medico e paziente, dalla crisi tra chi soffre e chi può mitigare le sue sofferenze.

E’ importante che i lettori-pazienti non si innamorino di quei tecnici superspecialisti che hanno focalizzato il lavoro sulla diagnostica strumentale, evitando la difficoltà dell’assistenza diretta del paziente. E’ importante che il paziente non chieda cure che non esistono e non ascolti quei medici che, con atteggiamento di onnipotenza, creano immense speranze, seguite sempre da cocenti delusioni. E’ bene che i pazienti sappiano che la più parte dei loro problemi di salute possono trovare soluzioni adeguate al’interno dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto. E, quindi, i pazienti dovrebbero chiedere agli Amministratori il rafforzamento (aumento degli organici, adeguamento tecnologico) delle U.O. esistenti, anziché sognare futuri grandi cambiamenti e trasformazioni che, nella realtà, difficilmente si verificheranno.

Inoltre i pazienti dovrebbero chiedere agli Amministratori di far di tutto per non perdere quei Medici che hanno dimostrato di essere competenti, generosi e disponibili, in quanto trovare dei buoni medici non è facile (spero che si possa fare ancora qualcosa per indurre il dott. Morsiani a restare). Richiamare sempre il passato, crea non solo un senso di frustrazione per gli attuali operatori di questo nosocomio, ma finirà con l’avere un effetto negativo, causando anche un danno d’immagine all’Ospedale di San Benedetto e a quanti vi lavorano.

Mi aspetto da tutti i colleghi dell’Ospedale uno scatto di orgoglio a difesa della loro professionalità, difesa che ritengo necessaria per dare serenità e tranquillità a tutti coloro che si rivolgono e si rivolgeranno al nostro Ospedale.

Dott. Guglielmo De Curtis

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