MARTINSICURO – Arsenico, ferro e manganese oltre la norma sono stati trovati nelle acque di sei pozzi dislocati sia internamente all’area di via Segantini a Villa Rosa che nelle zone limitrofe. Le analisi dei campionamenti del terreno sono ancora in corso, pertanto non è ancora possibile sapere se questi elementi siano presenti anche nel terreno, ma l’Arta ha già accertato che nel sito dietro l’ufficio postale è presente nel sottosuolo «uno strato di rifiuti di colore variabile, di spessore medio pari a circa 1 metro». Data l’alta presenza di metalli nei campioni di acque analizzate, per l’ente regionale «si può ritenere che tali rifiuti possano essere assimilati a quelli provenienti dai processi termici dell’industria del ferro e dell’acciaio».

In poche parole gli scarti industriali sotterrati decenni or sono nel terreno di Villa Rosa potrebbero aver generato situazioni di contaminazione del terreno e della falda sottostante, ma non ci sarebbero al momento elementi tali con cui poter correlare le due cose. Come dire che l’inquinamento che c’è potrebbe anche essere stato generato da altri fattori, al momento sconosciuti. Questo è quanto hanno riferito i tecnici dell’Arta nell’incontro in Comune, a cui hanno partecipato anche funzionari della Asl, della Provincia di Teramo e una parte della giunta, oltre al consigliere delegato all’Ambiente Massimo Vagnoni.

«Dopo le prime indagini volte ad accertare lo stato delle cose – ha spiegato Vagnoni – ossia la presenza di elementi inquinanti nell’area, dovremo procedere con la caratterizzazione del sito, con cui potremo avere un resoconto più dettagliato».

Il procedimento, che dovrà essere effettuato da una ditta specializzata, consiste nel ripetere in più punti le analisi chimiche per accertare il tipo, il grado e l’estensione dell’inquinamento riscontrato nelle indagini preliminari, cercando di risalire alla possibile origine della contaminazione. I campionamenti interesseranno anche la vicina pineta, e al momento non sono previste analisi in altri punti di Villa Rosa per accertare se la stessa tipologia di inquinamento sia presente anche altrove.  

La bonifica del terreno sarà consequenziale alla caratterizzazione, poiché dai risultati si potranno valutare gli interventi più idonei per smaltire i rifiuti nel sottosuolo.

Nel corso della conferenza stampa si è discusso anche dei valori di arsenico, ferro e manganese trovati nelle acque dei sei pozzi analizzati. Questi elementi, in particolar modo l’arsenico, se assorbiti dall’organismo in quantitativi eccessivi possono provocare danni alla salute.

Nel prelievo effettuato dall’Arta il 15 ottobre 2009 l’arsenico presentava nei sei pozzi rispettivamente livelli di 8,8 – 1,1 – <1,0 – 12 – 9,2 – <1,0 (10 il livello massimo consentito in base al Dlgs 152/06); il ferro 73 – 33 – 20 – 29 – 2030 – <20 (200 il livello massimo); il manganese 240128106250390420 (50 il livello massimo); 1,2 dicloropropano 0,13 – <0,05 – <0,05 – 0,25 – <0,05 (0,15 il livello massimo).

Il 14 gennaio 2010 l’Arta effettua ulteriori prelievi in quattro pozzi per il solo parametro dell’arsenico «al fine di verificare la presenza di eventuali superamenti, visto che i risultati relativi a precedenti campionamenti indicavano la presenza di tale contaminante in concentrazioni molto prossime ai limiti di legge». E dai risultati si evince che i valori sono schizzati in tre mesi da 8,8 a 14; da 12 a 22; da 9,2 a 17.

«I proprietari dei pozzi contaminati saranno avvisati in questi giorni – ha affermato il sindaco Di Salvatore, tuttavia si potrà continuare ad utilizzare le acque per irrigare i giardini, salvo disposizioni contrarie da parte della Asl. I cittadini saranno informati sull’evolversi delle operazioni di analisi e successiva bonifica del sito, sia attraverso manifesti sul territorio che con i nostri uffici comunali, dove saranno date tutte le informazioni del caso».

Il primo cittadino risponde inoltre anche sullo studio del 97 nel quale già si prospettava una possibile presenza di elementi inquinanti nella falda di Martinsicuro. «Quel documento si riferisce allo studio delle acque sotterranee dell’intero territorio comunale, e non ci sono indicazioni specifiche o correlazioni con il terreno di Villa Rosa. Se davvero avesse indicato una situazione ambientale preoccupante, come mai è stato tenuto chiuso in un cassetto per tanti anni per poi rispuntare stranamente fuori solo qualche mese fa?».

Come dire che dal ’97 ad oggi a Martinsicuro si sono alternate tre amministrazioni (Caputi, Micozzi, Maloni) senza che nessuna preoccupazione su un presunto inquinamento ambientale del territorio fosse sollevata da alcuno.

«La Provincia di Teramo – ha aggiunto Vagnoni – ha già avviato un’indagine per accertare le responsabilità civili sul deposito abusivo dei rifiuti nel terreno, e del caso si sta interesso anche la magistratura. Ci stiamo muovendo per chiedere finanziamenti provinciali e regionali da destinare alla bonifica, che dovrà essere effettuate quanto prima. A tal proposito vorrei rispondere a chi afferma che prima di intervenire spendendo soldi pubblici bisogna accertare le responsabilità: per bonificare dobbiamo aspettare vent’anni prima che vengano individuati i responsabili, oppure dobbiamo procedere subito nell’interesse della salute dei cittadini?»

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