SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A detta della stampa sono dei dissidenti, loro invece amano definirsi semplicemente «coerenti». Stiamo parlando di Pino Nico e Marco Lorenzetti, esponenti di punta dell’Udc sambenedettese, clamorosamente esclusi dalla corsa alle Regionali dei prossimi 28 e 29 marzo. Una scelta che sa tanto di sanzione punitiva, dato che tra i promossi, oltre a Gabriella Ceneri (componente della direzione nazionale dell’Unione di Centro) spunta pure quell’Edio Costantini confluito nel movimento di Casini appena nel 2008, dopo essere entrato in consiglio comunale per via della candidatura a sindaco che nel 2006 scelsero per lui Alleanza Nazionale, Lega Nord e appunto Udc. Nessun posto per Nico e Lorenzetti, che, seppur non abbiano i capelli bianchi, possono essere ritenuti esponenti ormai storici del partito centrista in Riviera.
«Per aver contestato alcune scelte di partito siamo stati penalizzati rispetto agli “yes men”», sbotta Nico, che in qualche modo fa anche le veci di Lorenzetti, fuori città per motivi di lavoro fino a mercoledì.

Pur precisando il massimo rispetto per la persona, il consigliere comunale non può però non far riferimento agli accadimenti del consiglio comunale del 23 dicembre scorso, «quando lo stesso Costantini dichiarò ufficialmente di fare quello che gli ordinava Ciccanti». Una garanzia di fedeltà che pare aver portato i suoi frutti, politicamente parlando.

Delusione e amarezza dunque. Non tanto per l’apertura a Spacca, annunciata e fissata da diversi mesi, ma per gli innumerevoli passaggi preliminari, secondo Nico, altamente discutibili.

«Il più grave e inaccettabile è stato ovviamente l’approvazione del Bilancio di previsione. Un appoggio in corsa al centrosinistra e ad un sindaco che era stato, alle elezioni comunali del 2006, il principale sfidante di chi oggi l’ha tenuto in piedi».

Sorprende meno invece la promozione della Ceneri: «Lei è con noi da più tempo e la sua candidatura è comunque legata al discorso delle quote rosa. In ogni caso ci troviamo dinanzi ad un già visto, anche in quanto a peso elettorale».

Cosa fare allora? «Non lascerò il partito e penso ci debba essere dialettica. Credo ancora nell’Udc, sennò me ne sarei già andato tempo fa». E alla domanda se a San Benedetto continuerà l’atteggiamento di opposizione “costruttiva” a Gaspari, replica fermamente: «Sarò a favore delle delibere importanti e strategiche per la città. Di certo non appoggerò la Mega-variante. Trovo infatti scandaloso l’aver abbandonato un Prg che era stato il punto decisivo di questa amministrazione comunale».

Questa la pozione di Nico. «Una linea priva di contraddizioni e fedele al patto stipulato con gli elettori», la definisce lui stesso. Dubitiamo che Ciccanti abbia lo stesso punto di vista.

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