dal settimanale Riviera Oggi numero 810
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La lotta del cittadino per i propri diritti esula dalla sfera individuale, ma è una battaglia collettiva. Perciò se ritenete di essere stati defraudati di un vostro diritto civico, non esitate a sporgere denuncia».
Questo l’invito battagliero di Patrizia Logiacco, avvocato, coordinatore dell’assemblea territoriale della rete nazionale di Cittadinanzattiva.
Un movimento civico che si batte per la tutela dei consumatori, la funzionalità della sanità pubblica, la partecipazione dei cittadini alla difesa dei propri diritti in vari campi del vivere sociale.
Intervistiamo la Logiacco per parlare della sua attività in questa associazione, del radicamento di Cittadinanzattiva a San Benedetto, e non per ultimo per conoscere le sue opinioni in merito ad alcune questioni di attualità.
La Logiacco non è nuova alle cronache locali. Già presidente del comitato di quartiere Paese Alto per diversi anni, salì alla ribalta anche quando partecipò a una ampia protesta per impedire alla giunta Martinelli di vendere a privati gli edifici scolastici in disuso nel quartiere storico di San Benedetto e a Ponterotto.
Ma a nome di Cittadinanzattiva interviene spesso nel dibattito cittadino, specie sui disagi dell’ospedale civile. Lungimirante la presa di posizione sul “caso Ballarin”, visto che già nel novembre 2008 mise in evidenza che i vincoli di legge sulla cedibilità dell’area del vecchio stadio dal Comune alla Fondazione Carisap erano tout court inaggirabili. Netti, definiti e inderogabili, oltre non si poteva andare. Poi, nonostante tentativi e pareri legali speranzosi, si scoprì che era proprio così.
Cittadinanzattiva a San Benedetto è una realtà che conta un centinaio di iscritti. Non ha una sede perché la forma associativa non consentirebbe di sopportarne le spese (iscriversi costa il prezzo simbolico di un euro). Si comunica ordinariamente via web, ci si incontra nelle case o nei locali pubblici. Il target sociale è ampio, dagli operai agli studenti, dai liberi professionisti ai cuochi (utili quest’ultimi per gli osservatori sui prezzi al consumo).

Patrizia Logiacco, il tema delle barriere architettoniche vi vede in prima linea. Recentemente Rivieraoggi.it ha sollevato un dibattito pubblicando un reportage in cui si manifesta ampiamente la difficoltà per i disabili di circolare liberamente in diversi luoghi della città. Come la vede?
«La battaglia è sacrosanta su questo tema. Attenzione, però. Non si tratta ahinoi di un problema che riguarda solo i disabili, ma anche la persona abile che affronta una disabilità fisica temporanea, oppure le mamme con le carrozzine. Si tratta dunque di una di quelle questioni che incidono direttamente sulla qualità della vita di tutti».
Urbanistica e mega varianti, come vede le ultime vicende in materia?
«Noi esprimiamo giudizi con i documenti in mano, studiando le carte. Qui ancora non lo abbiamo fatto, anche perché il consiglio comunale ha deliberato soltanto un atto di indirizzo. Vedremo a tempo debito. Certo, ci lascia un po’ sconcertati il fatto che non si preferisce piuttosto prendere in considerazione una visione generale della città, pensando in primo luogo a chi ci vive e paga le tasse».
Paese Alto, finalmente dovrebbero partire i primi lavori per la messa in sicurezza dei cunicoli e delle grotte sotterranee. È soddisfatta?
«Sì ma non è sufficiente, questo è solo un inizio, c’è da fare molto di più. I sottoservizi, le fogne, le condotte idriche, sotto al vecchio incasato è tutto da controllare ed eventualmente da rifare. Bisogna controllare perdite e infiltrazioni, e poi fare un nuovo arredo urbano sopra. Cioè asfalti nuovi, marciapiedi».
Suolo pubblico, come commentate i recenti fatti del sequestro dei gazebo nei locali del centro?
«Noi siamo in generale per il rispetto delle regole, chiediamo che siano chiare, razionali e condivise. E soprattutto applicate. Una società vive bene se si rispettano le regole. Anche qui potrei esprimere un’opinione compiuta solo esaminando carte e documenti. Ma a occhio nudo notavo che forse una certa anomalia c’era, lo si notava venendo a passeggiare in centro».
Ospedale civile. La carenza di investimenti da parte della Regione è un tema che sollevate spesso.
«Attualmente abbiamo un tavolo fisso mensile di confronto con la direzione ospedaliera, grazie alla convenzione fra l’ospedale e la nostra sezione del Tribunale per i Diritti del Malato. Lo riteniamo un punto molto importante per monitorare il rispetto dei cittadini nell’ambito medico pubblico».
Ultimamente avete partecipato a un osservatorio organizzato dalla Regione sui prezzi dei beni di largo consumo. Cosa emerge?
«Emerge che per fare la spesa bisogna avere l’occhio allenato. Ci sono supermercati a San Benedetto che offrono prezzi largamente inferiori rispetto ad altri punti vendita. Sono i discount, e bisogna aguzzare la vista per risparmiare in tempi di crisi come questi».
Cosa si sente di dire al cittadino disilluso, affinché diventi sempre di più “attivo”?
«Il cittadino ha doveri ma anche diritti. E se non vengono rispettati, bisogna avere la forza e lo stimolo di denunciarlo, anche alla magistratura. E’ un diritto prioritario che si deve esercitare, se vediamo che gli altri nostri diritti non vengono rispettati».

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