ASCOLI PICENO – La posizione della Sinistra Ecologia Libertà è chiara e inderogabile: «Scellerata e superficiale – così esordisce la coordinatrice Ivana Forlini – è la scelta del Partito Democratico di stringere un accordo con l’Udc». Nel corso della presentazione della lista provinciale per il rinnovo del Consiglio regionale, avvenuta sabato 20 febbraio ad Ascoli Piceno, Sinistra Ecologia e Libertà denuncia la mancanza di collaborazione del Pd a creare un’alleanza di centro-sinistra. «Le forze di sinistra – si ribadisce – non erano contrarie a un allargamento verso il centro, ma ogni confronto programmatico è stato negato. L’Udc non si è mai presentata al tavolo delle trattative e ha presentato un programma blindato, “prendere o lasciare”».
Sel fa cadere l’accusa di essere stato il gruppo politico responsabile della divisione e conferma la fiducia in Massimo Rossi come portavoce di un’idea condivisa, un programma comune che prevede il riconoscimento della famiglia non solo allo stato di famiglia naturale e una serie di categorici no, dal finanziamento pubblico alla scuola privata, dalla privatizzazione dell’acqua alle centrali nucleari per assolvere al problema energetico.

«L’alleanza tra Pd e Udc – riferisce Giorgio Mancini, candidato consigliere – sembrerebbe determinata da scelte “romane” e non regionali». Per questo motivo Massimo Rossi usa parole forti: «L’accordo è offensivo per i cittadini, è un laboratorio per cavie marchigiane ed è il segno di una politica verticale, che viene dall’alto, e che nasconde grandi interessi per l’economia, soprattutto in riferimento al rischio di ricorrere alle centrali nucleari come risposta programmatica al problema energetico o a questioni come la privatizzazione delle acque».

Il candidato fa riferimento  ad un disegno di legge del 2005  presentato dai senatori Calogero Sodano e Amedeo Ciccanti, entrambi dell’Udc e l’ultimo noto esponente ascolano, un documento che autorizza l’Enel a ripristinare il servizio delle centrali nucleari presenti sul territorio italiano. «Abbiamo dimostrato – continua Rossi – una buona cultura di governo e la capacità di parlare con tutti. Il nostro obiettivo è restituire dignità alla politica e fare in modo che la gente stanca torni a votare».

Nel programma una proposta al problema del lavoro e della disoccupazione arriva dal candidato consigliere Sara Giorlando, tornando a parlare di ammortizzatori sociali «che non sono una semplice erogazione di denaro, ma uno strumento efficace se ben utilizzato, come nell’esempio della Regione Lazio, che ha promosso dopo tre anni di studio una legge regionale a sostegno del reddito». Circa l’intervento del pubblico nella situazione di crisi che continua a colpire le aziende del Piceno Rossi espone l’idea che laddove vengono rinvenute cause oggettive di crisi aziendale, cioè dove non sussistono motivi di carattere speculativo, come la delocalizzazione, il pubblico è tenuto a intervenire economicamente, a sanare e poi uscire, come nel caso Pininfarina in Piemonte.

«Per il nostro territorio – continua Rossi – il miglior investimento è sui cervelli. Gli investimenti verso le infrastrutture si sono rivelati molto meno utili, più certa la ricaduta sulla ricerca e su progetti nati da menti pensanti». Anche su questo punto, la formazione e la ricerca, si mostra preoccupato il candidato consigliere Gianluca Re circa lo spauracchio del finanziamento alla scuola privata, che non farebbe che peggiorare la precarietà nelle scuole «poiché sono stati persi – ricorda Re – circa 800-1000 posti di lavoro nelle scuole pubbliche».

Concludono la lista dei candidati consiglieri, oltra ai già citati Mancini, Giorlando e Re, anche Luigino Nespeca, Marino Lattanzi e Rosanna Giovannozzi.

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