ANCONA – In un clima di grande incertezza, dal 26 febbraio al 26 marzo gli studenti dovranno iscriversi all’anno scolastico 2010-2011. Così l’assessore all’Istruzione della Regione, Stefania Benatti, scrive nella lettera inviata al ministro Gelmini, esprimendo forte preoccupazione per la riforma del secondo ciclo di istruzione ancora in corso di definizione.

«Ad oggi – dice l’assessore – non sono stati adottati gli atti, né pubblicati quelli già approvati in seconda lettura dal Consiglio dei Ministri. Dalle prime elaborazioni ministeriali delle confluenze, sono emersi segnali negativi dal mondo della scuola, in particolare dai licei scientifici che hanno riscontrato l’impossibilità di attivare l’opzione delle “scienze applicate” anche in quegli istituti che da anni avevano consolidato la sperimentazione del Piano Nazionale Informatico».

Aggiunge l’assessore: «Dalla lettura dei pareri delle Commissioni parlamentari, invece, sembrava ormai assodato, quindi chiedo, che gli attuali licei scientifico tecnologici, e gli altri che avevano corsi Pni, abbiano la possibilità di attivare sezioni di liceo scientifico con opzione scienze applicate».

«In questi giorni – ha annunciato la Benatti – si riunirà nella sede regionale il tavolo interistituzionale composto da Regione, Ufficio Scolastico Regionale e Province, per analizzare tutte le ultime elaborazioni applicative della riforma del secondo ciclo».

L’assessore è consapevole che «a causa del ritardo dell’emanazione dei provvedimenti per il riordino, quest’anno sarà un anno di transizione gestito dal Ministero ma pretendo che venga assicurato ad ogni percorso precedente un corrispondente nella nuova configurazione degli indirizzi ed opzioni».

Secondo l’assessore tutte queste considerazioni valgono tanto più nei territori dove l’offerta formativa pubblica verrebbe cancellata come, ad esempio, il liceo delle Scienze Umane a Macerata. La Benatti ritiene inoltre che «la prima applicazione della riforma non debba assolutamente impoverire ulteriormente l’offerta formativa già penalizzata dai tagli, dalle incertezze e dai ritardi».

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