SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fino a che punto c’è da essere orgogliosi di aver ispirato queste installazioni, è difficile da dire. Sembrerebbe infatti che l’artista olandese Henrica Van Velzen, passeggiando per le spiagge della Riviera delle Palme e lungo le foci dei fiumi delle Marche del sud, abbia raccolto dei campioni di rifiuti, oggetti a noi più che familiari, mettendoli poi in mostra alla Palazzina Azzurra, in un’esposizione dal titolo “ScaRTI“.

La Van Velzen ha così trasformato ciò che qualcuno di noi ha buttato con incoscienza e lo ha trasformato in opere che vorrebbero farci riflettere, e forse anche vergognare un po’. La “Natura morta” rischia così di esserlo davvero, ma per colpa nostra, il “Davide con la testa di Golia” regge una bambola di plastica, e l'”Arcimboldo”, invece di essere una grottesca testa di ortaggi e di prodotti della natura, è una testa composta dalla combinazione di vari scarti inquinanti. Queste sono solo alcune delle installazioni che sarà possibile visitare fino al 3 marzo.

La mostra ha preso il via grazie ad un’idea di Roberta Lazzarini ed al patrocinio del Comune di San Benedetto. Anche la Picenambiente si è interessata al progetto, riconoscendone un valore educativo. Infatti all’ingresso viene anche distribuito un opuscolo che non solo contiene le varie opere in mostra, ma anche un promemoria che ci vuole ricordare quanti anni sono necessari all’assorbimento naturale di materiali di scarto abbandonati per l’incuria dell’uomo. Ecco quindi che ad esempio un pacchetto di sigarette impiega circa 5 anni, una ciabatta 100 anno, una lattina 250 anni e la plastica 500 anni e così via.

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