SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I tempi tecnici per un accordo di programma ci sono». Il sindaco Giovanni Gaspari è ottimista per quanto riguarda la donazione di un lotto della zona Brancadoro alla Fondazione Carisap, ai fini della costruzione della ormai nota “Grande Opera”.

Venerdì la sorprendente decisione della Fondazione che raddoppia il suo stanziamento economico e prospetta anche l’eventualità di un doppio investimento sia a Grottammare che a San Benedetto. Stabilendo i tempi (i due Comuni dovrebbero mettere a disposizione le aree entro fine 2010) e il progettista (o l’archistar Bernard Tschumi o niente). Precisando che se uno dei due Comuni dà forfait per impossibilità di donare il terreno alla Fondazione, i venti milioni saranno investiti nel Comune disponibile. Ricordiamo che l’acquisizione dell’area è conditio sine qua non posta dalla Fondazione per il suo investimento.
Questo il commento del sindaco Giovanni Gaspari, sabato mattina: «Mi sembra che la novità dei venti milioni sia molto rilevante, anche l’idea di coinvolgere San Benedetto e Grottammare è positiva e importante. Con il sindaco Luigi Merli dovremo ragionare insieme su progetti sussidiari fra loro. E’ positivo anche il legame indissolubile fatto dalla Fondazione con il nome di Tschumi».

Ma la domanda sorge spontanea. Se Grottammare, pur senza indicarla, appare avere già disponibile l’area da donare all’ente bancario, San Benedetto avrebbe indicato la zona Brancadoro, terreno la cui proprietà non è pubblica.

Per diventare tale, e come tale essere “girata” alla Fondazione, servirà un accordo di programma. Il famoso atto propedeutico alla “Mega variante” (nuova piscina comunale, interramento dell’elettrodotto di via Bianchi sono opere “accessorie” richieste al partner privato da trovare) 

Domanda, dunque, al sindaco Gaspari. Ci sono i tempi per mandare in porto questo iter entro fine anno?

«I tempi tecnici ci sono, se la Provincia è collaborativa in materia urbanistica l’accordo di programma necessita di sei mesi di tempo. Altri due mesi per la valutazione ambientale strategica. Stiamo predisponendo un bando per verificare pubblicamente le adesioni dei privati alla nostra proposta, valuteremo le loro intenzioni».

Il sotto testo potrebbe voler dire che alcune proposte dai “signori del mattone” sarebbero giunte già in Comune, altrimenti il consiglio comunale non avrebbe approvato quell’atto di indirizzo il 23 dicembre scorso in cui si dà mandato di esplorare la possibilità dell’accordo.

Ora dovrà esserci la parte pubblica e pubblicizzata, il bando, la selezione del progetto con il miglior interesse pubblico all’interno dei paletti dettati dal Comune. E la controproposta del Comune in termini di varianti urbanistiche e potenzialità edificatorie.

Dunque Gaspari manifesta ottimismo. E chiede maturità alle forze politiche cittadine: «Se prevarrà la voglia di polemiche, non andremo lontani. Questa occasione che la Fondazione Carisap dà alla Riviera potrà essere un volano del rilancio economico».

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