SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Assemblea pubblica dove non sono mancati confronti accesi, quella di venerdì sera a San Filippo Neri presso una sala parrocchiale gremita da docenti e genitori preoccupati per la sicurezza dei loro figli, dopo l’incidente della finestra precipitata addosso ad una maestra nella scuola Zona Nord.

Sotto il fuoco incrociato delle domande, la delegazione comunale di tecnici e assessori presieduta dal sindaco Giovanni Gaspari.

«I nostri figli sono sicuri nella scuola?», questa la domanda principale dei genitori.

Poi, come è caduta quella finestra? A chi compete la verifica della sicurezza degli infissi e di tutto il resto? Come verranno risolte le molteplici carenze della scuola?

A queste e ad altre domande risponde il sindaco Gaspari appoggiato dai tecnici degli uffici comunali.

«Subito dopo l’incidente sono andato nella scuola ad effettuare un sopralluogo e ho ascoltato le testimonianze di insegnanti e genitori – racconta – effettivamente la situazione è ben diversa da ciò che appare all’esterno. All’interno ti accoglie un senso di degrado, a partire dall’ingresso di betonelle in cui l’acqua ristagna, per arrivare ai vetri rotti della palestra e alle scritte che invadono i muri. Abbiamo già provveduto a tutto questo. E le stesse finestre, dopo averne accuratamente ricontrollato viti e filettature, sono state munite di un meccanismo con catenelle di sicurezza».

«L’amministrazione comunale – continua il primo cittadino – ha cercato quindi di ovviare ai problemi più stringenti di cura e manutenzione per la parte che gli compete, ma non può con un colpo di bacchetta magica risolvere i problemi di tutte le 22 scuole del Comune».

«Ma com’è caduta quella finestra?», interrompe una mamma, considerando anche il fatto che gli infissi verserebbero in cattivo stato da tempo e che sarebbero potuti essere ricontrollati a maggior ragione quest’anno, in occasione del passaggio delle elementari in quella che sino ad allora era stata sede della scuola media.

L’ingegnere Mario Laureati dirigente del settore “Manutenzione e Qualità Urbana”, spiega che l’episodio ha i caratteri dell’eccezionalità, poiché non sarebbe dovuto ad un difetto strutturale bensì, molto probabilmente, a un cattivo serraggio al momento dell’installazione. E così dicendo mostra la cerniera della finestra e il nuovo meccanismo di sicurezza che aspetta solo l’avallo definitivo dell’Asur, raccontando dei controlli accurati che insieme alla ditta sono stati effettuati sugli infissi dai tecnici comunali.

«Gli infissi della scuola – prosegue Laureati – sono stati sostituiti nel 2005 e la tipologia (la stessa delle finestre che si trovano in Comune da 25 anni) è stata scelta in base alla norme Uni (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), rispettando quindi i requisiti dettati dalle norme in materia di sicurezza». Il Comune inoltre tiene a sottolineare che la scelta non può essere eccepita se è avvenuta nel rispetto formale delle legge.

A questo punto i genitori tirano in ballo i dirigenti scolastici. Interviene la dirigente della scuola elementare Giuseppina Carosi.

«Comprendo il disappunto dei genitori, ma stando agli accertamenti fatti possiamo dire che si tratta di un episodio non prevedibile ed eccezionale. E’ stato detto che sono state ignorate precedenti denunce, non è così. Abbiamo avuto solo una segnalazione generica e nonostante ciò ho disposto personalmente un sopralluogo sugli infissi e non è emerso nessun difetto apparente». La dirigente si dice inoltre amareggiata per come la faccenda è stata condotta dalla stampa, «sono state usate parole pesanti»; ma i genitori insorgono ricordando che i giornali hanno anche lodato la tempestività degli interventi da parte di amministrazione e corpo scolastico.

Via via emergono tutta una serie di altre presunte carenze della scuola. Prima fra tutte la faccenda dei termoconvettori, da tempo oggetto delle segnalazioni dei genitori. «Ma quale scuola ha ancora il termoconvettore come sistema di riscaldamento? – protesta una mamma – Questi impianti sprigionano del fumo nero potenzialmente tossico per i nostri figli!».

Il sindaco invita a non cadere nella trappola dei facili allarmismi. «I manutentori della Gpl, ditta competente a svolgere i controlli, hanno ripulito e sostituito i filtri laddove necessario. Anzi, vi dirò di più, dopo le proteste dei genitori ho persino alzato la voce con i tecnici della Gpl, ma loro mi hanno mostrato i “referti” che sorprendono costantemente all’interno dei radiatori: carte, plastica, merendine. Questa è anche una questione di corretto comportamento civico, cari genitori, al quale dobbiamo abituare i nostri figli».

Poi ci sarebbe la necessità di un sistema di videocontrollo per le aule dei computer, la sistemazione dei bagni della palestra e la sanificazione degli ambienti, l’adeguamento di una ringhiera, i citofoni utili a chiamare i pochi bidelli rimasti, il marciapiede di via Ferri reso inagibile dalle radici dei pini…  Il Comune rassicura i genitori dicendo che molti di questi problemi sono già stati presi in considerazione.

«Nel 2008 è stato istituito uno “sportello scuola” come punto di incontro annuale – informa Laureati – In base alle segnalazione dei dirigenti scolastici stiliamo un elenco di priorità da gestire all’interno di un budget, unitamente alla previsione di tutta una serie di controlli che in genere vengono svolti d’estate. Quest’anno abbiamo stanziato un bilancio di 300 mila euro da dividere per le 22 scuole esistenti e al plesso di via Ferri andranno 60 mila euro da orientare a seconda delle principali necessità».

Tutti i punti di vista si ricompongono nel momento in cui il sindaco, suffragato dai dirigenti scolastici, propone l’istituzione di un comitato costituito da una rappresentanza di genitori e docenti per assumere, da qui in avanti, ogni decisione in modo collegiale.

Gaspari in chiusura ne approfitta per anticipare il nuovo progetto in cantiere («dato che siamo tra intimi», scherza). Il Comune infatti sta pensando, assieme al Prefetto e all’Ufficio scolastico provinciale, ad un protocollo d’intesa che preveda un sistema di sanzioni disciplinari da una parte e crediti formativi dall’altra, sanabili attraverso il compimento di una buona azione.  «Se rompo una cosa, mi assumo l’onere della rimessa in pristino. Se compio un’azione socialmente utile, conquisto crediti formativi».

«Questo sì che sarebbe un modo di formare i nostri ragazzi, reintroducendo la benefica educazione civica di una volta nelle nostre scuole», conclude.

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