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di seguito la diretta scritta in tempo reale del confronto tra Paolo Perazzoli (Pdl) e Vittorio Santori (Pd). Conduce Pier Paolo Flammini

Perazzoli: quel 13 maggio 2001 segnò la fine della sua carriera politica dopo due mandati da sindaco. Ora di nuovo in campagna elettorale. Si è mai chiesto il perché di quella sconfitta? E perché, oggi, ripartire?
«Il perché della mia sconfitta nel 2001? Perché ripartire oggi? Beh, non era proprio inaspettata, c’era la possibilità. Già nel 2000 alle regionali il centrodestra prevaleva di duemila voti. Mi presentai nel momento di massima divisione del centrosinistra. Nonostante questo ho perso per circa 700 voti. Però c’è stata anche nell’ultima fase un appannamento della mia immagine, forse per un eccesso di voler fare. Valga per tutte le cose la pista ciclabile fatta prima di Natale in viale De Gasperi, ma ne ho tratto giovamento. Oggi ho completato l’esperienza dal lato degli amministratori e da quello di chi si sottopone alle decisioni degli amministratori, cioè da rappresentante delle imprese in Confesercenti. Ora non voglio un Oscar alla carriera ma come migliore attore protagonista».

Santori: La sua candidatura era data per scontata ma poi sembra che con il coordinatore regionale Remigio Ceroni ci siano state delle frizioni. Cosa è accaduto?

«Confermo ufficialmente che Roma ha ufficializzato la mia candidatura. Credo che le candidature vadano scelte nell’interesse del partito, e mi sembra ovvio che chi in 5 anni ha fatto qualcosa, si è esposto, andava riconfermato. Il criterio è ciò che una persona può fare per la collettività e per il partito. Al di là se sta simpatico o meno a qualcuno».

Nucleare a San Benedetto, che ne pensate?

SANTORI Nucleare alla Sentina? Grossa bufala, quello è un elenco che sta a Roma da 15 anni, è vecchio. Nessuno si è mai sognato di valutare se poi nello specifico sul territorio ci sono condizioni di sicurezza e tutela, e alla Sentina non ci sono assolutamente. Da parte dei Verdi è una boutade elettorale. Per il nucleare in genere, sono a favore, quelle di ultima generazioni sono sicure. Le scorie? La ricerca ha trovato modi di metterle in sicurezza. Se ci fosse una ipotesi nelle Marche? Non lo stabilisce il politico il luogo, ma il tecnico, deve essere lontano dagli insediamenti abitativi.

PERAZZOLI Per usare un francesismo, la definirei una “stronzata”. Credo sia un’invenzione elettorale. L’altro giorno preparando un forum di ascolto sulle nuove energie a Monteprandone il 12 marzo prossimo, parlavo con il direttore nazionale di Legambiente che mi confermava essere notizia del tutto falsa. Il problema dell’energia però è serio, drammatico. Quando alcuni anni fa ci fu il black out ce ne siamo resi conto. Il petrolio si esaurirà fra qualche decennio….Io da ragazzo ero fiducioso sul progresso, dopo Chernobyl in me prevale senso di precauzione. Sicuramente oggi le centrali sono più sicure, ma la sicurezza totale della fusione fredda ancora non c’è. Le scorie? L’Africa non può essere la pattumiera del mondo. C’è un settore da spingere con più forza, quello delle nuove energie, siamo ancora sotto la Germania nel fotovoltaico.

SANTORI Aggiungo per chiarire che la sicurezza è problema relativo, in Francia ci sono più di trenta centrali nucleari, in caso di guaio non saremmo certo immuni. Ma intanto paghiamo bolletta energetica un terzo superiore a quella degli altri paesi. Anch’io propendo per energie pulite, ma a breve non ci daranno autosufficienza.

PERAZZOLI Nessuno si augura disgrazie, ma più si sta lontani dall’epicentro e meglio è.

Santori: lei vanta una invidiabile percentuale di presenze: 97% dei consigli regionali e 96,5% in Commissione Bilancio e Finanze. Naturalmente tanti saranno stati i provvedimenti di cui si è reso protagonista o, come minoranza, contestatore. Ci dice, in particolare, una sua proposta o battaglia che la rende fiero e, secondo lei, dovrebbe portare gli elettori a sostenerla nuovamente?
«Di una cosa vado fiero, della creazione del Cnel, stimolato dalla minoranza. La proposta era a mia firma, l’organo ha consulenza in materia finanziaria economica, propone leggi, è tavolo di concertazione su materie del lavoro. Lo abbiamo ottenuto, è un organismo in funzione da alcuni mesi e si sta comportando bene. Altre proposte? Ce ne sono moltissime, io personalmente ne ho presentate 32, dalla famiglia agli studenti universitari, all’agricoltura. Una era sulla giustizia riparativa, per aiutare i giovani che commettono infrazioni penali a non fare il carcere, e consentire loro di spiegare ad una commissione dove si è sbagliato e come risarcire il danno alla società».

Perazzoli: è vero che se fosse eletto consigliere regionale sua moglie, attuale assessore ai Servizi Sociali a San Benedetto, si dimetterà da questo incarico per evitare presunte “incompatibilità”?
«Beh, intanto voglio dare atto al consigliere Santori di una sobrietà di comportamento rara da trovare in questa politica un po’ cafona. Il consiglio regionale ha approvato atto che nasceva da esigenza Sbt ma comunque riguarda tutte le Marche, a beneficio dei concessionari balneari. Santori lo ha proposto assieme a Sara Giannini (Pd), gliene dò atto. La compagna della mia vita, Loredana Emili, anche se non ci sono incompatibilità, io e lei crediamo che in una famiglia di ruolo pubblico ne basta uno. E’ cosa positiva che in una famiglia non si concentri troppo ruolo pubblico, lo farà, spero lo farà, spero perché significherebbe che io verrò eletto. Fare politica dev’essere un fatto temporaneo nella propria vita, no? E noi rispettiamo questa idea. Comunque, per precisione, Loredana non ha fatto politica grazie a me, ma io ho incontrato lei grazie alla politica. Quando venne a iscriversi al partito, per protesta, dopo aver avuto un diverbio con il professor Lupi. Con il quale, peraltro, noi poi abbiamo avuto un eccellente rapporto. Quella volta nella sede del partito fu un colpo di fulmine».

Perazzoli. Veniamo alla politica cittadina. In una intervista all’ultimo settimanale Riviera Oggi l’ex assessore ai Servizi Sociali Gabriele Franceschini, collega di giunta del sindaco Perazzoli, ha detto che se il mandato Martinelli è stato “quasi sufficiente”, quello di Gaspari è “insufficiente”. Qualcuno dice che Perazzoli per vincere queste elezioni dovrebbe distaccarsi dall’amministrazione Gaspari. Cosa ne pensa?
«Gaspari insufficiente? Beh, intanto devo dire che le vostre domande non sono assolutamente banali. Dunque, Gaspari è un sindaco che si impegna molto, in una condizione oggettivamente molto più complessa di quando ho svolto io il ruolo di sindaco. Non so se oggi saprei rifare le cose che ho fatto allora, visto il mio carattere. Amerei più velocità nell’attuale sindaco, vorrei vedere più gru in città (non solo nuove costruzioni ma ristrutturazioni) ma comunque alcune cose marciano, come il Piano Spiaggia. C’è una certa lentezza perché i consigli comunali sono più sfarinati, io in otto anni non ho avuto passaggi di consiglieri da un partito all’altro, Gaspari sì. Il giudizio di Franceschini è ingeneroso, forse risente di un “amore interrotto”. Io da Gaspari non mi devo smarcare, siamo amici e compagni da anni, né mi devo “sposare”. In questi anni non ho lesinato critiche verso una maggioranza forse più tesa a creare problemi che a sollecitare intraprendenza. Oggi si sta migliorando, il rapporto con l’Udc forse andava fatto un po’ meglio e un po’ prima».

Santori. Il Pdl e le precedenti formazioni di centrodestra sono maggioranza a Grottammare in tutte le elezioni tranne che quelle comunali: nel 2008 si sono fermati al 33% contro il 43 per cento e rotti raccolto nello stesso giorno alle politiche. Come se lo spiega? Non si sente un po’ parte in causa essendo il massimo rappresentante del Partito?

«Certo, nel 2008 c’è stata una spaccatura nel Pdl a Grottammare per le comunali, non eravamo coesi, anche le candidature sono uscite all’ultimo minuto, abbiamo sofferto nel trovare il candidato. Non mi sento responsabile, ho sempre lavorato per costruire sul territorio. Nel momento in cui si porta il becchime a tavola ci sono molti galli che si presentano, questo andrebbe migliorato nei partiti, l’interesse a lavorare esclusivamente per la collettività. Non prediligere corse alle candidature, sennò la città ne viene penalizzata. Comunque, la differenza fra elezioni politiche e amministrative dipende anche dal fatto che nei Comuni chi sta in carica crea consensi. Certo, forse la scissione nostra ha aumentato il divario».

Per entrambi. Durante la campagna elettorale spesso si sentono molte promesse, che poi non si sa se e come verranno mantenute. C’è un aspetto per il quale voi siete pronti ad impegnarvi senza mezze misure, in termini di numeri, risultati, tempi di realizzazione? Se diventaste assessori regionali o anche consiglieri, sareste disposti a dimettervi nel caso non riusciste a raggiungere almeno questo obiettivo minimo?

SANTORI «Sono d’accordo, introdurrei clausola che alla fine di ogni mandato il consigliere regionale debba fare un resoconto della sua attività e mandarlo ai cittadini, per fare vedere come si è lavorato. Per quanto riguarda gli obiettivi, credo che Perazzoli concordi, il mio è quello di mettere rimedio ai problemi dell’ospedale di San Benedetto, soprattutto nei reparti di emergenza. Non deve essere poliambulatorio ma un polo di servizi di eccellenza nei servizi essenziali, poi per le cose più specialistiche possiamo anche spostarci in altri ospedali. Altra iniziativa che mi prefiggo è detassazione delle addizionali regionali Irpef e Irap per rilanciare le piccole e medie imprese, e inoltre intercettare di più e meglio i fondi dell’unione europea».

PERAZZOLI «Sono un uomo politico e come tale non dirò mai “di questo argomento non mi occupo”. La sanità un punto fondamentale, ma anche una risorsa economica, perché gli ospedali sono le principali aziende del territorio. Inoltre chi viene qui ad operarsi porta risorse economiche. Quindi riproporrò legge per istituzione azienda ospedaliera Marche Sud, affinchè Ascoli e San Benedetto si integrino per avere eccellenze. Poi intendo impegnarmi per rendere il territorio più competitivo per attrarre investimenti, quindi bretella, porto ampliato, arretramento autostrada, banda larga in tutto il territorio, elettrificazione della ferrovia Ascoli San Benedetto. Altre questioni che affronterò nei miei prossimi convegni settoriali riguardano le politiche della casa. Intendo costituire società pubblico private che garantiscano chi le case le costruisce e i giovani che non hanno risorse per avere mutui con i loro lavori precari. O avere affitti a prezzi concordati».

SANTORI «Per fare tutto questo occorre superare l’attuale modo di gestire la Regione. La sanità occupa il 72% del bilancio regionale, se non tagliamo gli sprechi non avremo mai soldi per fare investimenti. Occorre invertire il discorso, la sanità non deve essere più luogo dove collocare amici o compagni di partito. Occorre essere più attenti nei derivati nei prodotti finanziari».

PERAZZOLI «Non credo ci siano condizioni oggettive per ridurre spesa pubblica sanitaria a meno che non si vada in un sistema all’americana. La lotta agli sprechi si fa evitando i doppioni, inutile ad esempio che con le tecnologie attuali ogni ospedale abbia un laboratorio di analisi».

Per entrambi: il consigliere regionale è un incarico ben retribuito, che può variare a seconda degli incarichi. Non si rischia così che la corsa alla candidatura diventi una corsa ad un lavoro? Qualcosa va al partito?

PERAZZOLI «La cosa che più mi affascina è il ruolo di governo vicino alle istanze della gente, non la questione finanziaria. Nel Pd c’è regola che una parte del proprio compenso va ridata al partito. Per il resto non mi piacciono cose improvvisate, fare gli amministratori pubblici non è semplice. Ci vuole professionalità».

SANTORI «Da vicepresidente del consiglio regionale ho abbattuto del 34% i costi del bilancio del consiglio regionale, ho rinunciato all’auto blu che mi spettava da vicepresidente, anche l’altro vicepresidente lo ha fatto. Tra l’altro ho già il rimborso spese per l’uso della mia auto privata, a che sarebbe servita l’auto blu? Di viaggi di rappresentanza non ne ho fatto uno in cinque anni. Noi diamo il 10% netto del nostro compenso al partito».

Dio mi guardi dagli amici che ai nemici ci penso io: la sfida elettorale è tra diverse coalizioni, ma per l’elezione è più importante prendere più voti dei compagni di lista. Perazzoli teme “l’amico/nemico” di sempre, Pietro Colonnella? E Santori deve rivaleggiare con Gabrielli, assieme a Piunti uno dei più votati alle ultime elezioni provinciali.

SANTORI: «L’elettore è maturo e cosciente per scegliere il candidato che gli dà maggior sicurezza sulla propria serietà e sui propri obiettivi, sulla sua libertà d’azione, sul suo non avere lobby alle spalle».

PERAZZOLI «Colonnella? Diciamo colleghi, non mi piace abusare della parola “amico”. La corsa elettorale, come dice Franco Paoletti riprendendo un detto di Giuliano Silvestri, è una corsa al cronometro. Non guardo quello che fanno i miei colleghi in campagna elettorale, penso al lavoro che devo fare io. Non si tratta di dare il voto a chi stringe più mani o distribuisce più volantini, ma a chi si impegna a fare il meglio per la propria Regione. Per otto anni credo di esser stato un buon sindaco, per questo credo mi vada dato sostegno. Dico quello che penso e faccio quello che dico».

Cosa ne pensate della candidatura di Massimo Rossi? A che percentuale può arrivare? Può essere decisivo contro il Pd come alle scorse provinciali?

PERAZZOLI «Sono convinto che Rossi non avrà ripercussioni sulla vittoria di Spacca. Lui ha fatto bene il sindaco di Grottammare e il presidente della Provincia anche se solo nella sua prima fase, poi si è chiuso in una autoesaltazione, non accettando di fare le primarie di coalizione come ha fatto Vendola in Puglia. Chi ha rotto a livello regionale? Il tempo farà chiarezza, a sinistra a forza di scissioni interne si arriverà all’atomo. L’accordo con l’Udc ha introdotto novità programmatiche, la sinistra però non lo ha accettato per via di una visione settaria. Credo che il congresso Pd abbia fatto una scelta fondamentale, il centrosinistra per due volte ha vinto le elezioni nazionali, la sinistra pensa solo a posizioni di protesta, non al governo. Noi abbiamo fatto una scelta di governo e lavoriamo così per un’alternativa nazionale a Berlusconi».

SANTORI «Credo che la spaccatura di Rifondazione sia qualcosa di dovuto ma nel tempo, all’interno della loro coalizione non ci sono obiettivi identici se non quello di mantenere il potere, poi non potevano andare d’accordo nel lungo periodo. Ci favorisce, certo. L’elettorato dell’Udc è di centrodestra e rimarrà con noi. Al di là di questo, penso che anche i cittadini non avranno dubbi, il fallimento del piano sanitario è sotto gli occhi di tutti, sette Comuni della Valmarecchia sono passati alla Romagna, la legge sul riordino della polizia provinciale è ferma, le infrastrutture sono ferme, se vogliamo migliorare bisogna votare centrodestra».

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