SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una lettera aperta ai Verdi, contestando la loro alleanza con l’Udc alle regionali vista la posizione favorevole al nucleare dei centristi.
Sul tema del ritorno al nucleare e della ventilata scelta di San Benedetto come uno dei siti per le nuove centrali, il candidato governatore della sinistra Massimo Rossi afferma: «Fa piacere che i Verdi marchigiani facciano sentire il loro dissenso. Ma da cittadino e da candidato mi chiedo se bastano le prese di posizione e di principio durante la campagna elettorale. Come, a queste dichiarazioni, i Verdi potranno far seguire azioni efficaci, se il programma della coalizione di cui fanno parte non fa neppure cenno ad una nuova legge per il governo del territorio (urbanistica, ndr)? Se l’Udc sostiene con forza l’utilità dei rigassificatori e delle centrali nucleari ed è a fianco del Pdl e di Berlusconi per la realizzazione del piano energetico nazionale? Se la stessa Udc loro alleata chiede la gestione privata dell’acqua e dei servizi essenziali? Chi è così ingenuo da credere che saranno proprio i Verdi o qualche rappresentante politico delle Marche a far cambiare posizione, visione e spazi d’interesse a Casini che con fermezza si è speso e continua a spendersi su questi obiettivi?».
Prosegue Rossi: «Come possono pensare i politici delle Marche di dar voce ai bisogni reali di questo territorio se hanno accettato che le segreterie romane dei partiti ne facessero un loro “laboratorio” per testare astratte alleanze, mentre i marchigiani, con i loro bisogni e le loro aspettative reali, sono stati ridotti a cavie per esperimenti?».
L’ex presidente della Provincia di Ascoli (in una coalizione in cui c’erano anche i Verdi, prima della spaccatura delle ultime elezioni) poi lancia una dura accusa al partito dell’assessore regionale Gianluca Carrabs. «La complessità dei problemi impone coerenza. Invece, per non rinunciare a qualche spazio di potere, ruolo, assessorato si crede e si fa credere, non so fino a che punto in buona fede, che si possano tenere insieme il diavolo e l’acqua santa. Così facendo, peraltro, ai danni ambientali si aggiungono altrettanti e forse più gravi danni culturali: primo fra tutti la sfiducia nella democrazia».

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