SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Centrale nucleare alla Sentina? Improbabile, ma in questa Italia tutto è possibile. Lo sostiene Pietro D’Angelo, presidente della Riserva Naturale della Sentina. Che, logicamente, prevede un crollo dell’economia turistica della Riviera se la “funesta” ipotesi si realizzasse.
«Al di là della campagna elettorale in atto mi corre l’obbligo di suggerire agli attuali schieramenti che si fronteggiano per governare la Regione Marche, come già stato fatto da diverse Regioni, di dichiarare nei loro programmi ed attuare con atti legislativi concreti, la denuclearizzazione di tutto il territorio regionale o almeno delle aree protette, come mi sembra ovvio. Purtroppo l’ovvietà oggi, in questa Italia, sembrerebbe un vocabolo ignorato. Non so se nei programmi di coalizione degli schieramenti che si fronteggiano – continua D’Angelo – ci siano riferimenti di questo genere, quindi auspico che le coalizioni che si presentano per governare dicano chiaramente nei loro programmi sottoscritti, se sono previsti atti volti a denuclearizzare la Regione, con specifico riferimento alle aree protette. In caso contrario oltre che inserire nei loro programmi questo aspetto è necessario far seguire atti legislativi concreti di denuclearizzazione».
«Per fortuna, dopo le regionali sembrerebbe che il governo pubblicherà i potenziali siti delle centrali nucleari; a quel punto se la Sentina fosse tra questi, saremmo pronti a contrastare con ogni mezzo tale nefasta eventualità e siamo sicuri che al di là degli schieramenti politici, la mobilitazione sarebbe generale».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 804 volte, 1 oggi)