ASCOLI PICENO – Una folla incontenibile di maschere e macchiette, turisti e curiosi, sopra un tappeto di coriandoli, ha invaso il centro cittadino per l’ultima domenica della 53esima edizione del Carnevale di Ascoli. La manifestazione, organizzata come ogni anno dall’Associazione “Il Carnevale di Ascoli”, ha visto in scena la maggior parte della popolazione che in maschera o anche soltanto con un trucco più marcato ha trascinato i presenti evidenziando l’atmosfera festosa e gioiosa del Carnevale Ascolano con il suo potere di trasformare gli spettatori in attori grazie allo scenario e all’atmosfera che lo circonda.
I gruppi impegnati nel concorso in maschera si sono sbizzarriti nella rappresentazione ironica di fatti attuali successi in Italia ma soprattutto nel territorio piceno. I siparietti andavano, dalla parodia di celebri trasmissioni televisive come “The X Factor “ capitanato da Piero D’Ottavi con la partecipazione di celebri personaggi ascolani quali “Pino Barba” e “Rita la Matta“, alla rappresentazione di detti popolari quali “C’era na vodda ‘ngicche revodda” del gruppo capitanato da Amedeo Lanciotti e “Bella nnen’è! Disse lu puorche ‘mmiezze a la tavela – SPQA“ capitanato da Simone Innocenzi ma anche situazioni caratteristiche che la città sta vivendo come “Alla scoperta del polo” dove il gruppo guidato da Roberta D’Ambrosi ha ironizzato sul futuro del polo universitario di Ascoli o “Ascule miè bbella, cettà de ciende duosse… “ che ha rimarcato con ironia lo stress dei guidatori che ogni giorno hanno a che fare con nuovi dossi nelle strade cittadine.

Le rappresentazioni si riferivano anche a fatti di livello nazionale come per esempio il celebre gioco a premi Win for Life che diventava “Win for wife “vinci pe’ mmogghieta”” e “Se bbella vuo’ chembari’, quacche pplàsteca ha’ da pati’” in riferimento alla chirurgia plastica che sta prendendo sempre più piede tra i giovanissimi.

Le cerimonia di premiazione del concorso dei gruppi mascherati avrà luogo nel primo pomeriggio di domenica 21 febbraio presso il teatro Ventidio Basso con la presenza di Stefano Traini e Debora Mancini.

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