SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Se il “Nucleare” chiama, Paolo Canducci immediatamente risponde. A ventiquattr’ore dalla presunta lista dei siti (tra i quali spunta pure San Benedetto del Tronto) destinati ad ospitare delle centrali nucleari in Italia resa pubblica dal presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, l’assessore all’Ambiente del Comune – allo stesso tempo esponente locale di rilievo del “Sole che ride” si mostra più che preoccupato.

«La notizia – afferma – è gravissima e allarmante. Se questo elenco è davvero nel cassetto del Governo, che non resti nascosto. Se per l’esecutivo quella del “nucleare” è un’eventualità positiva, perché aspettano che passino le elezioni regionali per discuterla? Ne parlino ora, non prendano in giro i cittadini».

Sempre secondo Canducci «è assurdo parlare ancora oggi di nucleare e mi auguro che la nota di Bonelli riapra il dibattito e riporti l’attenzione dovuta sulla questione».

Un veto irrevocabile dunque, che pare immune da scossoni anche all’indomani dell’alleanza di Gian Mario Spacca e quindi dei Verdi con l’Udc di Casini, da sempre favorevole alla costruzione di nuove centrali nel Belpaese.

«Oggi il nucleare è sicuro», dichiarò l’ex Presidente della Camera nell’ottobre 2007. «Gli italiani pagano il doppio di energia e il nostro Paese è purtroppo uno di quelli che non riesce a modernizzarsi in Europa. Vent’anni fa facemmo una scelta scellerata con quel referendum sull’onda dell’emotività di Chernobyl, ma oggi c’è bisogno di ripercorrere quella strada. La proposta non può essere liquidata con manifestazioni all’insegna della demagogia e dell’ipocrisia».

«Non si strumentalizzi sempre tutto», sbotta Canducci, provocato sull’apertura “centrista” del Governatore uscente.

«L’Udc può dire ciò che vuole, ma nel programma di Spacca, firmato da tutti, c’è un secco “no” all’ipotesi di centrali sul territorio. Capisco che la sinistra radicale sia in difficoltà, ma eviti di dire delle bugie».

L’assessore conclude poi l’intervento con una frecciata, sempre all’indirizzo di Rifondazione Comunista: «Perché gli stessi che rifiutano Casini nelle Marche si sono invece accordati con lui a Venezia, in vista delle comunali?».

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