FOTOGALLERY – Intorno alle 14:00 del 12 febbraio il quartiere Cappuccini è stato invaso da una folla in attesa. Un’attesa che dura da ben un anno. Un’attesa incurante delle gelide temperature e della minaccia incombente di pioggia. Un’attesa che solo “lui”, il protagonista indiscusso del Carnevale offidano, può rendere così trepidante. Finalmente è arrivato il suo momento, alle 14:40 è uscito Lu Bov Fint.

Con una corsa sfrenata, una moltitudine di giovani vestiti con il tradizionale guazzarò, la tipica tunica bianco-rossa, hanno accompagnato il Bove per tutte le vie del paese. Al corteo si sono uniti tanti ragazzi giunti da paesi limitrofi, addirittura con pulman organizzati. L’accoglienza è stata molto calorosa, qualche giovane offidano, gridava simpaticamente: «Eccoli! Arrivano finalmente gli immigrati!». Gli “stranieri”, una volta giunti a Offida, hanno dovuto sottostare solo alla solita regola di non toccare assolutamente il Bove, privilegio esclusivo degli offidani vestiti con il guazzarò.

Lungo il percorso sono state rispettate le classiche tappe con posti di ristoro, dove si è potuto mangiare e bere. Dopo alcune ore il Bove è giunto in Piazza del Popolo, dove al suono di musiche tipiche della Corrida, provenienti dal Palazzo Comunale, è stato simbolicamente ucciso, sotto le arcate e portato via, al canto di “Addio mia bella addio”, intonato da tutti i presenti.

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