SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sei milioni di euro dallo Stato per l’ospedale civile, serviranno per completare la messa a norma strutturale.

Il ministero della Salute ha stanziato i fondi nella giornata di giovedì con un apposito decreto.

«Stiamo via via mettendo assieme tutti i pezzi del puzzle grazie al quale la sanità pubblica nel Piceno recupererà il terreno perduto», afferma Carmine Ruta, dirigente del Servizio Salute della Regione Marche.
I sei milioni appena stanziati sono l’ultimo stralcio di una serie di finanziamenti giunti negli ultimi anni per la messa a norma funzionale e strutturale del “Madonna del Soccorso”. Si aggiungono ai dodici milioni già in bilancio. Serviranno anche per il potenziamento dei reparti di Neurologia e Ortopedia, oltre che per la messa a regime del neo istituito reparto di Neurochirurgia.
La notizia del finanziamento è stata data da Ruta alla stampa e ai sindaci dei Comuni piceni che fanno parte della zona 12 dell’azienda sanitaria regionale, riuniti venerdì mattina presso il Comune di San Benedetto.
Altra novità è che il Comune si impegnerà per trovare un’area da destinare ad eliosuperficie (attualmente viene utilizzato il piazzale dello stadio “Riviera delle Palme”), cioè punto di arrivo e di partenza dei due elicotteri in possesso del sistema sanitario regionale per il trasporto dei malati. Il nuovo elicottero acquistato recentemente, dice Ruta, è più evoluto tecnologicamente e può volare anche di notte. Potrà atterrare in una eventuale eliosuperficie sul tetto del “Madonna del Soccorso”? Questo è ancora da studiare.

Si può dire che con questo finanziamento si evita il rischio ”scatola vuota” per il nuovo reparto di Neurochirurgia che entrerà in funzione da luglio? Ruta risponde affermativamente e aggiunge con entusiasmo e convinzione: «Guardate, qui non si agisce per spot, ma c’è un disegno complessivo dietro. Il settore della prevenzione funziona e lo abbiamo testato con la vicenda della pandemia dell’influenza A. Con Neurochirurgia diamo finalmente all’ospedale di San Benedetto quella vocazione ai servizi sanitari di emergenza che spettano a questa città turistica. Stiamo finalmente integrando l’Area Vasta assieme ad Ascoli con il suo reparto di Emodinamica per la cura di infarti e ictus. E’ il nostro obiettivo, che in una Area Vasta ci sia una copertura completa di tutte le specializzazioni mediche, distribuite fra due poli ospedalieri. Ora resta da potenziare il settore dell’assistenza sul territorio, aumentando i posti letto nelle residenze protette, incrementando i servizi medici domiciliari e le risposte alle patologie psichiatriche».
Nei prossimi mesi, con la nuova giunta regionale, dovrebbe anche prender forma l’Azienda Unica Ospedali Riuniti di Ascoli e San Benedetto, finora rimasta sulla carta.

Condizione indispensabile, crediamo, è la stabilizzazione dei vari primari dei reparti medici, finora preda di un turn over abbastanza frequente. Per il reparto di Ortopedia, andato in pensione il vecchio primario, il sostituto dovrebbe arrivare a breve.
In sostanza, grazie a Neurochirurgia e nuovo elicottero, in molti casi non dovrebbe essere più necessario trasportare i casi urgenti ad Ancona. Questo l’obiettivo, con la filosofia di fondo di dare risposte sanitarie maggiori al Piceno evitando la mobilità extraregionale, notoriamente un costo pesante sul bilancio della Regione.

Infine chiediamo a Ruta se gli ulteriori lavori di messa a norma del “Madonna del Soccorso” possano essere visti come la definitiva parola fine sull’idea di nuovo ospedale unico di vallata. Ruta risponde così: «Gli ospedali sono sistemi tecnologici, come tali vanno sempre aggiornati, non ci si può mai fermare nel progresso delle dotazioni umane e strumentali. E’ un percorso che non finisce mai».
Potrebbe anche darsi che un giorno, fondi permettendo, si pensi alla nuova struttura del Piceno, par di capire. Ma siamo nel campo delle ipotesi.

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