SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il porto di San Benedetto sta cambiando il suo volto cercando di stare al passo con i tempi e valorizzarsi sempre più come importante luogo culturale nel segno della tradizione, come luogo d’incontro, ma anche turistico e commerciale. Dopo il molo Sud ecco anche il progetto per il nuovo volto del molo Nord, al quale non spetta una semplice sistemazione, bensì una riqualificazioni ad alti livelli divenendo un vero e proprio museo a cielo aperto in onore della Donna Del Mare, colei che attende un ritorno o il futuro stesso. Il concorso per la realizzazione del progetto, indetto dal Circolo dei Sambenedettesi a livello nazionale per tutti i laureati in architettura con un’età massima di 35 anni, è stato vinto da tre giovani architetti laureati alla Facoltà di Architettura di Firenze. David Cesaria, Alessandra Ripa e Serenella Ottone, questi i nomi dei padri del progetto scelto fra altri quattro estrapolati su un totale di 18 da tutta Italia.

La Presidente del Circolo, Benedetta Trevisani, ha sottolineato l’importanza di un progetto che è di grande valore per l’immagine di San Benedetto in quanto il porto è uno dei luoghi chiave della città e per questo deve godere delle adeguate attenzioni e della giusta cura. Importante inoltre il coinvolgimento dei giovani come elementi fondanti e propositivi.

Una delle parti fondamentali che ha collaborato e creduto nel progetto è la Capitaneria di Porto con il Comandante Tosti e il Comandante Di Guardo, presenti alla conferenza; quest’ultimo ha sottolineato la bravura degli architetti nel coadiuvare arte e bellezza con l’utilità e operatività insite in un luogo come il porto, il quale ha appunto soprattutto una funzione pratica.

Difatti il progetto vincitore ha creato non un semplice monumento da ammirare ma un luogo-monumento con il quale interagire, nel quale andare per riflettere e guardare il mare da una prospettiva privilegiata. Verrà migliorata la vivibilità e agevolato l’accesso al podio del faro tramite le scale già esistenti e una rampa utile per l’accesso da parte di persone diversamente abili. Inoltre ci saranno sei prismi di vetro autopulente (non si opacizza con l’acqua) che avranno la funzione di panchine ma anche di vere e proprie teche museali, retroilluminate nella fase notturna, nelle quali verranno inserite ad hoc foto storiche delle donne del luogo. Donna Del Mare vuole valorizzare la figura della donna nell’Attesa dei ritorni, quelli degli uomini andati per mare.

Poesia e realtà in questa idea che ora, dalla fase progettuale, deve passare all’attuazione con l’ausilio economico di quanti più soggetti possibili in modo che questo progetto diventi di tutti e non solo dei sambenedettesi in quanto il porto ha un grande valore per tutta la provincia. Ciò lo dimostra la presenza dell’Assessore alla cultura per la Provincia Antonini, anch’egli presente e la quasi assenza della componente strettamente sambenedettese tra i collaboratori del progetto: la professoressa Ottone e il Preside Cao della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, l’ingegner De Santis e l’architetto Sandro Mariani per il Cup, la Capitaneria di Porto, l’assessore Margherita Sorge e il sindaco Gaspari.

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