ASCOLI PICENO – Il Sindacato dei lavoratori chiede chiarezza. E chiede anche di accelerare i tempi per l’ eventuale acquisto da parte di nuovi imprenditori dell’ex cartiera, ferma dal 2007 con 200 operai bloccati e in scadenza di mobilità. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha richiesto, sulla Ahlstrom, una accurata documentazione da proporre nel sud est asiatico dove alcuni esponenti governativi si sarebbero recati per curare i contatti con il mercato locale. Qualcuno ha parlato anche di un interessamento da parte di alcuni delegati del Fondo d’Investimenti cinese che avrebbero visitato la fabbrica nei giorni scorsi.

Di concreto però ancora non c’è nulla. Alle ventilate ipotesi di acquisto che si sono succedute in questi anni non hanno mai fatto seguito progetti concreti.

I lavoratori hanno più volte fatto irruzione nel consiglio provinciale chiedendo maggiori certezze sul loro futuro.

«Si vogliono o no salvare i 200 posti di lavoro prima che scada la mobilità e sia troppo tardi?» – domanda il coordinatore provinciale e membro del direttivo nazionale del Sindacato dei Lavoratori Andrea Quaglietti – «Se gli enti locali, – sostiene Quaglietti – le forze politiche e sociali del territorio vogliono salvare la Cartiera, e soprattutto l’occupazione di centinaia di persone occorre che lo facciano veramente, muovendosi di conseguenza, e non dichiarandolo solo, per poi fare tutt’altro nella sostanza».

Quaglietti parla anche della centrale di cogenerazione che dovrebbe impiantarsi in caso di ripresa dell’attività. «Il problema non è la centrale di cogenerazione che tutte le industrie o aziende prima o poi si faranno per motivi ovvi, e che non aumenterà l’inquinamento ambientale come molti dicono (la Manuli ha già la sua in funzione a Campolungo): il problema è fare in modo che gli eventuali investitori per il sito produttivo fermo da troppo tempo dell’Ahlstrom, pubblici o privati, vengano coinvolti subito nel salvataggio dello stabilimento e nel suo rilancio possibile già entro questa estate.» Per Quaglietti, in tale maniera «i 200 operai e dipendenti in mobilità potranno essere obbligatoriamente riutilizzati nel caso la produzione ripartisse, e alle condizioni di prima. In caso diverso, fra un anno o due – aggiunge il sindacalista Sdl – chiunque sarà autorizzato a ignorare gli ex dipendenti, e a utilizzare forza lavoro diversa e limitata a secondo del proprio vantaggio».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 531 volte, 1 oggi)