SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Torna in aula il caso della morte di Mario Trento, storico albergatore della Riviera delle Palme morto dopo quattro interventi chirurgici presso l’ospedale civile di San Benedetto nell’ottobre del 2005. Ascoltati due teste della difesa, un anestesista ed un chirurgo che hanno seguito il paziente in alcune fasi della sua degenza, iniziata il 5 ottobre del 2005 per un semplice intervento di laparoscopia all’ernia.

Un processo molto tecnico che ha “costretto” il giudice alla nomina di un perito.

L’11 febbraio i due medici hanno parlato delle condizioni del Trento prima del decesso. Entrambi hanno seguito in parte il paziente durante il suo ricovero e ambedue in maniera prettamente tecnica hanno descritto la situazione clinica in merito alle loro attività. Funzioni che secondo i testimoni risulterebbero nella norma.

Nell’udienza del 26 gennaio il Luminare Alberto Montori aveva riferito circa una telefonata avvenuta con un chirurgo che seguiva Trento: «il collega era preoccupato, dice Montori, il paziente non aveva cenni di miglioramento».

Vista la complessità tecnica del caso il giudice ha nominato un perito che assumerà l’incarico entro la fine di febbraio per chiarire la parte tecnica o le eventuali responsabilità del caso.

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