SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ospedale civile avrà una nuova equipe medica per la neurochirurgia, arrivano i fondi per un incremento di personale specializzato. Leggendo la delibera di giunta regionale che istituisce il nuovo servizio medico dovremmo essere contenti e basta. Ma c’è un ma.

Preferiamo tenere tirato il freno a mano dell’entusiasmo. Se è vero che l’ospedale civile continua a perdere pezzi pregiati (come dimostrano le recenti dimissioni del primario di Chirurgia Eugenio Morsiani che ha scelto di andare a fare ricerca fuori Regione). Se è vero che da parte di sindacati e associazioni continua la costante protesta per la necessità di ulteriori investimenti in fatto di personale e strutture.

Apprezziamo questa nuova Neurochirurgia come un elemento di controtendenza, certo, ma allo stesso tempo non voliamo troppo alti.

Scaramanzia? C’è anche l’elemento elettoralistico, che è lecito contemplare se notiamo che l’ultimo provvedimento gestionale della Regione rilevante per il Piceno (l’istituzione della Azienda Unica Ospedali Riuniti di Ascoli e di San Benedetto) venne approvato poche settimane prima delle elezioni provinciali 2009.

Ora viene istituita l’equipe di Neurochirurgia. E quando viene deciso? A neanche due mesi dalle elezioni regionali. Coincidenza? Il sindaco Giovanni Gaspari sminuisce questo “sospetto” ma non riesce a convincerci fino in fondo. Non crede si tratti di una manovra elettoralistica, dichiara il sindaco. Se la politica regionale ne avesse avuto l’intenzione, questo il suo ragionamento, sarebbe stata sufficiente la nomina di un primario.

Sarà, ma come mai non hanno istituito Neurochirurgia a novembre? O a settembre?

Da alcune fonti qualificate all’interno dell’ospedale abbiamo raccolto commenti non proprio entusiastici alla notizia di questo ultimo provvedimento della Regione a favore della sanità del Piceno. Sia chiaro, la delibera regionale non è fumo ma vuole essere arrosto. Stanzia fondi, prevede assunzioni. Impegni concreti, pare. Ma la disillusione è dura ad essere sconfitta, in quei professionisti che hanno la sindrome dell’ospedale che perde i pezzi. Che non credono se non vedono. Che temono di essere di fronte alla “scatola vuota”, bella fuori ma inconsistente dentro.

Speriamo di no. Ad ogni modo, per evitare questi sospetti da “giornalisti miscredenti”, la prossima volta la Regione non potrebbe fare qualcosa per il nostro ospedale fuori dai periodi elettorali?

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