FABRIANO – Non sarà una partita da annali del calcio, ma l’Eccellenza è anche questa. Campi in condizioni pessime, avversari che si sciolgono come neve al sole se sbagliano l’avvio della partita. Così è stato nella fredda conca fabrianese, in una domenica che regala un gol di testa di D’Angelo, un rigore a favore e un Biancucci che si scopre under su cui puntare e nuova risorsa per il centrocampo.

Mister Palladini indovina la formazione e i nomi da mandare in campo, pur avendo un Rulli con un polpaccio in disordine e da lasciare fuori, gli under “stressati” da Viareggio, Gentili che si infortuna dopo pochi minuti per via di un risentimento all’adduttore che la saggezza di non proseguire ha evitato diventasse stiramento.

Giandomenico fuori, il campo non è per lui. Meglio un centrocampo classico con mediani di rottura e ali per volare, Zazzetta terzino anche se non di spinta piuttosto che Zazzetta mediano. Tanto c’è Biancucci lì in mezzo a macinare palloni, mettere le sue lunghe leve a spezzare il gioco e la sua irruenza a sfondare nell’area avversaria.

Palladini è soddisfatto e come sempre mostra quella che è una sua dote prettamente umana, e quindi apprezzabile. Gli piace parlare di pallone, adora il pallone, in sala stampa ci viene come per parlare con degli amici al bar. Ma è in testa alla classifica, qui non siamo in parrocchia e non si scherza mica, c’è una Fermana che incombe, che ha devastato la Vis Pesaro a domicilio, che mercoledì avrà un turno abbordabile in casa con la Biagio Nazzaro mentre noi si va a Tolentino.

«La Fermana? Noi dobbiamo guardare noi stessi, ora dobbiamo recuperare le energie mentali e fisiche e lanciarci verso questo non facile mercoledì. Qui a Fabriano siamo partiti bene, e non solo per il gol di D’Angelo, si giocava bene anche prima della rete. Siamo partiti concentrati e lo siamo rimasti, è lo spirito che voglio a Tolentino. Oggi avevo un po’ gli uomini contati, D’Angelo alla fine aveva anche preso una botta così l’ho sostituito. Biancucci? Lo tengo d’occhio e lo terrò d’occhio, ragionando sulla formazione ho preferito lanciare lui dall’inizio in maniera da far respirare l’altro under Nicolosi che finora ha tirato la carretta. E inoltre con Biancucci in mediana non ho dovuto sacrificare Zazzetta in un ruolo in cui non può sfruttare il suo dinamismo».

C’è che Biancucci nasce come attaccante esterno, poi. Altra curiosità: in un anno ha preso dieci centimetri di altezza. Ma sono cose che a diciotto anni succedono. Ciò che è più raro succeda è l’essere “sbattuto” in prima squadra e segnare, seppur in Eccellenza. Sono soddisfazioni, giusto? «Sapevo di dover giocare titolare fin dal sabato – risponde l’ex Porto d’Ascoli – sono contento di aver dimostrato valore. I dieci centimetri in più? Beh sto lavorando molto sulla rapidità e sulla forza, voglio farmi trovare pronto dal mister. Sono sempre a disposizione». Già, a giocare (bene) e segnare ci si prende gusto.
Marzeglia? Diamoglia fiducia, dice mister Ottavio. Ha un fisico che deve partire da lontano, un motore che ancora deve andare a pieni giri. Ma a Fabriano non è stato del tutto in sordina, un bel diagonale nel secondo tempo l’ha offerto al pubblico e all’esterno della rete.

Il vicepresidente Claudio Bartolomei mette in evidenza come Palladini si sia districato bene con una formazione quasi obbligata fra infortuni, squalifiche e stanchezze viareggine. Ma è andata bene. «Vedo una nota positiva sopra ogni altra cosa, ed è questo fatto dei giovani che vengono fuori. Biancucci lo conoscevamo già, ora lo conosceranno meglio anche i tifosi. Ma a Viareggio abbiamo messo in mostra altri calciatori di sicuro valore, li vedrete. La Fermana non molla? Neanche noi. Pensiamo a noi stessi. Il presidente Spina ha detto che dopo il primo posto giunto a Natale ora pretende il graditissimo regalo per Pasqua».

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