MONTEPRANDONE – Ha visionato – solo, senza gli altri rappresentanti politici dell’opposizione invitati – le procedure del concorso contestato dal Pdl monteprandonese assieme alla commissione esaminatrice (presente soltanto il cittadino Mariano Vesperini, che poi ha detto di essere stato rassicurato sugli aspetti da lui ritenuti inizialmente dubbi. Non era presente inoltre nessun candidato bocciato che volesse rivedere il proprio esame per eventuali recriminazioni, ndr), e quindi, alle 12,30, ha tenuto una conferenza stampa per illustrare il procedimento ed i passaggi che hanno portato all’assunzione di un architetto, per tre anni, nel settore Urbanistica. Dando sicuramente molti particolari.

«Non ho seguito personalmente le procedure concorsuali contestate, ovviamente – dice il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci – Ma mettere in discussione la trasparenza degli uffici significa dubitare di un’amministrazione che ha fatto della trasparenza il proprio simbolo distintivo».

La commissione esaminatrice si è riunita questa mattina, sabato 6 febbraio, alle ore 9, ma i capigruppo di opposizione, Rupilli (La Nostra Città) e Puzielli (Pdl), non hanno però accettato l’invito ad essere presenti. La prima l’aveva già preannunciato con una lettera inviata a Stracci e da noi pubblicata. Del secondo invece, il cui gruppo aveva sollevato la questione, nessuna notizia.

Il concorso prevedeva l’assunzione a tempo determinato, per una durata di tre anni, di un istruttore tecnico di categoria C1, presso il 4^ settore del comune relativo ad Assetto del Territorio, Tutela Ambientale e Attività Produttive.

Il titolo minimo per partecipare al concorso era un diploma di geometra o titoli assorbenti, cioè lauree tecniche (architettura o ingegneria), che non davano comunque diritto ad ulteriori punteggi. «La scelta di indire questo concorso è maturata in seno all’amministrazione dopo aver appurato che il settore più in sofferenza era proprio quello relativo all’urbanistica e al commercio» ha detto Stracci.

«Non è stata una scelta facile poiché, pur essendo la pianta organica del comune sottodimensionata rispetto agli standard ministeriali (42 dipendenti sui 66 potenziali), gli obblighi del patto di stabilità che dovrebbe interessare il Comune di Monteprandone nel 2010 impongono tra le altre restrizioni anche il divieto di nuove assunzioni» (ma anche l’accensione di nuovi mutui, tanto che Stracci sottolinea come l’amministrazione, per evitare l’impedimento a nuovi investimenti, ha acceso un mutuo di due milioni di euro nello scorso mese di dicembre, ndr). Inoltre, ha fatto sapere Stracci, due dipendenti in questi mesi sono andati in pensione (seppure in settori diversi rispetto a quello in oggetto di concorso).

«In questi primi mesi di amministrazione, quindi dal luglio 2009, abbiamo agito attraverso alcune assunzioni con contratti di collaborazione per figure professionali particolari, ma questo era un caso diverso» fa sapere Stracci. Il 4^ settore è infatti sprovvisto di personale interno in numero adeguato (tra l’altro senza nessun laureato in organico) il concorso è sembrata la scelta più responsabile.

«Inoltre – specifica il sindaco – non me la sono sentita di vincolare l’amministrazione optando per un tempo indeterminato. Tre anni mi sono sembrati il tempo opportuno per testare la professionalità del tecnico da assumere». Questa eventualità, ovvero l’assunzione a tempo determinato, in base ad un precedente regolamento comunale sulle procedure concorsuali, ha permesso di adottare una procedura accelerata per rispettare i tempi di una assunzione entro il 31 dicembre 2009 ed evitare gli impedimenti del patto di stabilità.

I tempi del concorso e le polemiche sulla scarsa pubblicizzazione

Il 15 ottobre la giunta delibera per il concorso. Il 29 ottobre, il concorso viene annunciato all’albo pretorio e sul sito del comune e, nei giorni successivi, compare anche nei siti di altri comuni, ordini e università.

Il 13 novembre, ultimo giorno utile per presentare le richieste di partecipazione, in comune arrivano trenta domande: 5 da Monteprandone, 7 da San Benedetto, e poi Grottammare, Ascoli Piceno, Castelbellino… una addirittura da Potenza.

Il 30 novembre è la volta della prova scritta, consistente in dieci quesiti a risposta complessa, selezionati in una busta tra trenta domande complessive. Partecipano diciassette candidati.

La prova tecnica, prevista per il giorno seguente, consisteva nella redazione di un atto amministrativo inerente le materie d’esame. I partecipanti si sono assottigliati a dodici.

Per accedere all’orale occorreva una votazione minima di 21/30: soltanto un candidato dei 12 rimasti è riuscito a superare questa soglia. La qual cosa, a detta di Stracci, aveva imbarazzato persino la Commissione giudicatrice (formata da funzionari comunali ma anche provinciali e presieduta dal dirigente Giuseppe Morelli), che aveva persino rivisto i compiti ma, a quanto riferisce Stracci, corroborato dalla presenza di Morelli durante la conferenza stampa, la situazione dei non ammessi era chiara e non recuperabile.

C’erano errori ortografici e concettuali grossolani, indice di una scarsa preparazione culturale. Fino al livello di dire che il comune “ostenta” un’ordinanza, o di occultare l’apostrofo di “un area”.

Il vincitore

«E’ stato detto – obietta Stracci – che ha fatto la work experience con questa amministrazione. Non è così. Il candidato ha avuto rapporti di collaborazione con il comune come tirocinante (fino al maggio 2009), occupandosi di autorizzazioni paesaggistiche e condoni, ai sensi della Legge 196/97, relativa ai tirocini formativi di laureandi, neolaureandi e diplomati presso enti pubblici».

In base alla ricostruzione di Stracci il Comune di Monteprandone usufruisce con costanza di questa figura (pagata con un rimborso spese variabile dalle 150 alle 200 euro mensili), per un massimo di quattro persone contemporaneamente presenti nella pianta organica e a rotazione in base alle rispettive esigenze: il tirocinio può durate un mese, tre mesi, sei mesi. Scaduto il periodo di impiego, il giovane che poi sarebbe risultato vincitore, laureato in Architettura ad Ascoli con il massimo dei voti e quindi con diverse collaborazioni sia in studi privati che con enti pubblici, si vedeva rinnovato l’impiego fino al 31 dicembre 2009 sempre con la stessa occupazione, perché era necessaria per le esigenze amministrative. Dopo di che è arrivata la scelta del concorso, ovviamente “pane per i denti” del candidato, e che lo vedeva unico a presentarsi con una prova scritta ritenuta almeno sufficiente a causa della “scarsa” concorrenza.

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