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Le trasmissioni in diretta video di Rivieraoggi.it sono al momento a carattere sperimentale in vista di una loro definizione completa per via dell’imminente lancio del nuovo sito Rivieraoggi.it.

Entro venerdì pomeriggio la differita integrale della trasmissione andrà online sul nostro player youtube
RICCI Noi siamo stati i bastian contrari a questo piano di spiaggia, abbiamo presentato più volte osservazione tanto che alla fine non abbiamo presentato osservazioni perché non c’era stato dialogo con l’amministrazione comunale. Ci sembrava inutile continuare a proporre ciò che non veniva approvato. La soddisfazione è che la Regione ha impugnato l’atto e non ha permesso di fare figli e figliastri. C’erano delle norme che consentivano ad alcuni chalet di “fare”, e per gli altri di “limitarsi”. Invece bisogna avere delle regole certe e univoche. Lo chiediamo per tutti e soprattutto a San Benedetto. Sui giornali è stato invece decantata la “fascia dei 35 metri”, ma ci tengo a dire che ciò era già stata approvata dall’amministrazione Martinelli, infatti nel mio chalet avevo impiantato pedane removibili fino a 35 metri. Il Comune è dovuto tornare indietro per il diverso trattamento tra concessioni, e siamo contenti dell’intervento della Regione.

GAMBINI Io sono presente non per dare le mie impressioni sulle “strane” regolamentazioni sul piano spiaggia mentre vorrei stimolare il cittadino e il web ascoltatore su quelle che sono le logiche di queste regole. Ho sentito parlare di percentuali, di metri lineari e di profondità. Questi discorsi potrebbero affrontarsi per un terreno agricolo, ma non per una spiaggia, che è dinamica. Per cui 25 metri potrebbero essere una bazzecola se avessimo 250 metri di litorale, ma tantissimi se abbiamo poche decine di metri. C’è un filo che lega dinamiche economiche di vario tipo e l’erosione marina, ma è difficile rintracciarlo e molto più difficile vedere chi agisce per eliminare questi problemi. Uso il termine “noi”, per individuare una responsabilità collettiva. Mi sta a cuore pensare di vivere in una città in grado di imparare dal proprio passato, ma non mi sembra così.

RICCI Tutta la mia vita l’ho passato sulla spiaggia, e anche gli antenati… devo dire che purtroppo quello che ha detto Gambini è vero. La colpa non può essere di uno, ma di tanti, noi ad esempio per salvaguardare un tratto di ferrovia dalle parti di Pedaso (più pericolosa ormai che utile, il passaggio del treno sulla mia casa equivale ad una piccola scossa tellurica), Io dico che oggi per San Benedetto sento parlare di grandi muraglioni, nuovi moli, moli all’Albula, dai 3 agli 8 milioni di euro, milioni di euro buttati a Grottammare alla foce del Tesino dove la spiaggia non c’è mai stata… Poi quando chiedo scogliere sommerse adeguate o uno studio approfondito adeguato: servirebbero meno soldi e sarebbe più utile, magari. Ecco, solo per dire questo vengo attaccato e mi rispondono che non ci sono i soldi. Noi stiamo proteggendo l’unico mestiere che resiste contro la politica, contro la tecnica, e contro certi personaggi. Resiste solo perché abbiamo operatori davvero con gli attributi. Non riusciranno a scardinare questo sistema con questi operatori.

Il conduttore Oliver Panichi legge una mail inviata dal lettore Antonio Savino riguardante la tutela ambientale e la corretta spesa (“studiare è più difficile che spendere”?)
RICCI Se ho costruito una villa sulla falesia, è giusto che possa crollare, lo Stato non può difenderla. Alla Sentina la natura deve fare il suo corso, salire e scendere, anche se è stata certo manomessa dal nuovo  molo di Martinsicuro. Prima di spendere 8 milioni di euro cerchiamo di capire perché succede. In Italia è un pianto amaro.

GAMBINI Non si può pensare che con la costruzione di una barriera di scogliere da San Benedetto a Porto d’Ascoli si scarichi alla Sentina tutta la forza del mare. Sul sito dell’Unicam ho visto addirittura che nel 1993 fu fatto un simposio internazionale sul tema delle aree costiere proprio a San Benedetto. Ho un’immagine della costa negli anni ’80 della Sentina, dove, a causa della mancanza delle scogliere, la linea di spiaggia era già allora arretrata. C’è da chiedersi però: come mai le scogliere per tanti anni riuscivano a proteggere, e adesso invece c’è qualcosa che non va? Tutti i discorsi sensati di Ricci sono però limitati dalla nostra limitata conoscenza delle dinamiche naturali. Sono le scelte migliori in quel momento, ma non nel lungo periodo.

Panichi fa riferimento al ripascimento con la sabbia del porto nel 2008.

RICCI Dobbiamo ripensare tutto. Se continuiamo a mettere i muraglioni avremo problemi, il mare deve arrivare sulla sabbia, io ricordo che la sabbia era da “respirare”, ci rotolavamo sulla spiaggia, occorre salvaguardare la natura, saremo primi e premiati, ora la spiaggia è polverosa! Il turista cerca la salubrità del mare.

GAMBINI Vorrei parlare della qualità della sabbia, io ho partecipato personalmente alla presentazione di un lavoro che doveva avvenire alla foce del Tesino, fu casualmente durante la grande mareggiata del 12 dicembre 2008. Colore, granulometria e qualità sono le caratteristiche della sabbia… adesso invece che sabbia abbiamo? Non è sufficiente dire che la sabbia è “buona”, ma “ottima”, perché sulla sabia ci rotoliamo, siamo nudi e scalzi, la toccanoi bambini. La sabbia per il ripascimento deve essere eccellente e non accettabile. L’unica maestra che sa gestire la qualità della sabbia ma non in un anno ma in centinaia di anni è la natura

RICCI Abbiamo fatto di più, abbiamo aperto una discarica a cielo aperto, spendendo soldi per trasportare la sabbia da Senigallia a San Benedetto. Perché? Perché non l’hanno nascosta sotto il tappeto di Senigallia? Poi non ci sono i soldi per fare le scogliere sommerse, una nostra “barriera corallina”? Sarebbe stupendo, qualificherebbe la nostra offerta turistica, non quei massi tra l’altro pericolosi!

GAMBINI Anche per me la cassa di colmata è stata una ferita. Ma non una lotta partitica! Io, Riego Gambini e meteorivierapicena.it non abbiamo finalità politiche ma solo personali. Sulla cassa di colmata chiedevo perché nel rinnovato porto di Senigallia gli stessi amministratori non hanno pensato di riempire le nuove banchine con i fanghi portati a San Benedetto? Abbiamo accolto un progetto a cielo aperto e a mare aperto! Questa struttura è stata a lungo in balia delle onde, fortunatamente dietro segnalazioni continue è stata posta a protezione una seconda massicciata.

RICCI Noi come Itb Italia siamo liberi e indipendenti, pensiamo solo a noi stessi. Magari noi siamo stati chiamati anche da chi ci ha detto che sarebbe stato il sindaco di tutti. L’Itb per le prossime elezioni regionali abbiamo deciso di appoggiare un partito che è vicino alle nostre posizioni politiche, e a questo partito daremo imprenditori tra i più capaci da inserire nella loro lista affinché almeno 1 degli imprenditori turistici balneari possa girare liberamente nelle amministrazioni comunali per capire cosa sta accadendo. Potrò dirlo dopo venerdì, dico solo che ci appoggeremo a un partito che va oltre la bolgia politica attuale…
Oliver Panichi legge un intervento di Sisto Bruni, presidente di Legambiente San Benedetto: Signor Ricci, San Benedetto dragherà la spiaggia con la sabbia del porto. Per Bruni ci sono sostanze inquinanti anche se nei limiti di legge (cadmio, piombo, ecc). Non è meglio rinunciare ad una fila di ombrelloni e decantare per un anno il dragaggio del porto per verificarla dopo un anno?

RICCI L’altra volta ci siamo fidati delle analisi, ci hanno detto che era compatibile e che quella che non era compatibile non sarebbe stata messa sull’arenile. Se Sisto mi ha sentito poco fa, il nostro dovere è vendere una sabbia pulita e salubre, tutti gli accorgimenti per far contento il turista li prenderemo. Massima attenzione: c’è bisogno di fare questi interventi, ma ci hanno presi in giro. Dovevano farlo entro maggio dell’anno passato ma non c’è stato tempo, sono stato in Comune e sala consiliare fino arrivare alle prossime elezioni. C’è bisogno di mettere mano alle scogliere sommerse, a pelo dell’acqua, allargarle. Questo nella zona nord. Se ci fosse un atto di coraggio anche nella zona sud.

GAMBINI Le motivazioni di Ricci sono comprensibili, lui parla a nome di una rappresentanza cittadina che lavora su quel territorio. Io parlo a nome di chi, come me, utilizza le spiagge libere che per me sono una enorme ricchezza e spero che siano mantenute perché altrimenti sentirebbero dovute lamentele. Ricci parla sempre di studi, lo comprendo, ma anche il mondo scientifico è dinamico, ciò che oggi è vero domani non lo è. Gli studi sono sempre relativi a quelle che sono le nostre coscienze. Io credo che a parte il Padreterno nessuno possa garantire nulla. Come possiamo fare studi quando non ci sono le strutture, ad esempio per valutare la dimensione delle maree che sono in tendenza ad aumentare? Altrimenti restano sterili i discorsi. Altri popoli non stanno facendo le chiacchiere, nell’oceano Indiano sindaci acquistano terreni nella terraferma perché le isole saranno sommerse, sta accadendo qualcosa e anche San Benedetto è su questa terra. Dobbiamo iniziare a comprendere tutti i messaggi, e ascoltare sì i dati della scienza anche se non fanno comodo. Le scogliere non risolveranno il problema, ma sarà solo un piccolo intervento. E’ l’uomo che interviene per adattare le condizioni alle sue esigenze. Fino a 100 anni fa la sabbia non era luogo per turismo ma per la salute. Fate le sabbiature con la sabbia del porto o della cassa di colmata! Occorre anche un discorso che sia conservativo. Ricci, anche tu spesso ne hai parlato, ti ho sentito, quando ripeti “mio padre, mio nonno”… Cosa daremo ai nostri figli?

RICCI La spiaggia è un patrimonio cittadino e tutti, commercianti, edilizia, se ne giova. Non possiamo dire che è solo per i “bagnini”.

Panichi legge un messaggio dell’onorevole Ciccanti che si congratula con la decisione di Gaspari di stralciare la passerella di via San Giacomo.

RICCI Fa rabbia perché la Regione Marche è dovuta intervenire per ribadire quel che noi abbiamo sempre detto. Se avessero ascoltato chi quel piano lo deve utilizzare, compresa via San Giacomo. Se ci avessero dato retta ed ascoltati ora non staremmo a perdere tempo. Invece non ci hanno voluto sentire, oggi invece la Regione, stesso colore. Queste persone si devono confrontare con chi produce!

GAMBINI Certo che i “bagnini” lavorano e producano, ma non possiamo vivere solo con bandiere blu ed eco label, sono lavori che durano due mesi. Basta autocelebrazioni, non bastano. Questa estate la bandiera blu era diventata a scacchi (si riferisce al Powerboat, ndr). Nel mio piccolo io sono un comunicatore, uso il web per diffondermi. E aggiungo: facciamo attenzione al punteruolo rosso.

Da un lettore una domanda off-topic sulla Samb Calcio che releghiamo nel finale
RICCI La Samb calcio? Tutti i cartelloni allo stadio sono frutto del nostro lavoro, e dico che per San Benedetto c’è tanta gente che si mobilita e sono sicuro che nel giro di qualche anno potremo fare quel salto di qualità. Ritengo la Samb un veicolo molto importante, ancora oggi i turisti ci chiedono della Samb, speriamo di risalire. E’ importante però che non ci siano più atti di inciviltà, la Samb è il nostro fiore all’occhiello e ce ne dobbiamo vantare.

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