SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di proposte adesso ne sentiremo tante. Alcune sicuramente fattibili, altre probabili, altre stravaganti. Cercheremo di fare in modo – ce lo siamo ripromesso – che i candidati alle elezioni regionali accompagnino le loro idee da documentazioni, esempi, cifre, tempi: questo per distinguere le fantasie dalle possibili realtà e aiutare gli elettori a capire il valore dei candidati.

Nella giornata di ieri, ad Ascoli, l’ex Sottosegretario Pietro Colonnella ha detto: «Il salario minimo garantito è una proposta che intendo fare in Regione prendendo spunto dalla Regione Lazio – ha spiegato Colonnella – che con la legge regionale numero 4 del Marzo 2009 ha permesso ai disoccupati, inoccupati e precari di percepire 580 euro mensili da integrare con una serie di prestazioni indirette messe in piedi dalle amministrazioni comunali. Contrariamente a quello che dice Brunetta i soldi non vanno presi dalle Pensioni ma sono da reperire tra i fondi europei e tra i fondi speciali regionali».

Colonnella fa giustamente l’esempio laziale ma per evitare che il salario minimo garantito diventi l’ennesimo slogan pre-elettorale invitiamo il candidato del Partito Democratico a comunicare al nostro giornale quali potrebbero essere i fondi a disposizione, quanti i marchigiani che potrebbero rientrare nell’assegnazione del salario minimo ed eventualmente da quali risorse attingere e quindi “tagliare” per garantire questo servizio.

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