SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Se l’idea sarà condivisa e tecnicamente fattibile, realizzeremo un monumento ai funai alla foce dell’Albula, prossima alla riqualificazione». Questo è quanto affermato dal sindaco di San Benedetto Gaspari, durante la quarta “Festa dei funai”, che si è svolta nella mattinata di mercoledì 3 febbraio all’auditorium comunale “Tebaldini” di viale De Gasperi.

L’idea è stata suggerita dallo storico Gabriele Cavezzi, il quale ha tenuto una lezione avvincente sulla ricorrenza di san Biagio, patrono dei funai, seguita con attenzione dagli alunni della scuola primaria “Bice Piacentini” e da quelli della media Sacconi-Manzoni, oltre che dagli stessi funai e “retare”. In particolare, i ragazzi della 4ª B della Piacentini e la loro maestra-compositrice Rita Spaletra sono stati molto applauditi per le due canzoni “Chèssa rete” e “Vòta tónne tónne”.

«Dobbiamo saper guardare alle nostre origini – ha detto il sindaco Gaspari – in alcuni casi, infatti, sembrano rimosse come una cosa brutta, piuttosto che “passato” soltanto. E oltre al 3 febbraio, ci sono le date del 18 giugno 1944, liberazione della città di San Benedetto dal nazifascismo, c’è la festa della Madonna della Marina e quella del patrono San Benedetto Martire. Sono tradizioni importanti per chi è nato a San Benedetto come per chi ci è arrivato».

Durante la giornata sono intervenuti la presidente del Circolo dei Sambenedettesi Benedetta Trevisani. Dopo di lei, hanno recitato poesie in dialetto sambenedettese Vittoria Giuliani, Maria Pia Fiscaletti, Giovanni Quondamatteo e Francesco Casagrande.

Ha affermato Cavezzi: «La città di San Benedetto ha due radici. Da un lato quella contadina, con i terreni, i magazzini e l’ortofrutta. Dall’altro la pesca e la lavorazione della canapa, quest’ultima scomparsa più in fretta, soppiantata dalle materie sintetiche. Sull’epopea dei funai sono stati pubblicati i volumi “Mare di corda” e Vòta cì”, ma è necessario un monumento a questa professione e a chi l’ha esercitata, a prezzo di tanti sacrifici».

«Fu don Francesco Sciocchetti – ha concluso Cavezzi – ad istituire a San Benedetto la “Festa dei funai”, in occasione della quale veniva distribuita la “pagnottella di san Biagio”. Per la costruzione della cattedrale della Madonna della Marina don Francesco ottenne dalla chiesa di san Filippo ad Ascoli l’altare di san Biagio, tutt’oggi visibile. Ma su tutto questo avremo presto un volume di Paolo Schiavi, dedicato alla chiesa di san Biagio a Monsampolo».

Cavezzi ha infine ricordato alcune storiche figure legate al mondo dei funai: Alfonso Romani, inventore del motorino che eliminò la ruota, Antonio Consorti, pescatore con la canna fino a 94 anni e scomparso recentemente, Mimì Perotti uno dei “patronali” attivo fino a 90 anni e anche lui recentemente scomparso».

Successivamente sono stati premiati i funai e le retare (Gianfraco Re è stato aggiunto in lista nella stessa mattinata). Per l’occasione è intervenuto anche il presidente della Provincia Piero Celani, il quale ha ricordato le fondamenta della chiesa di san Biagio ad Ascoli. Successivamente i presenti hanno assistito alla ricostruzione del “sentiero del funaio” davanti al Comune, a cura di Domenico Nico e Giuliano Zazzetta. Nel pomeriggio si è svolta la messa nella cattedrale della Madonna della Marina, celebrata dal parroco don Armando Moriconi.

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