ASCOLI PICENO – Il lavoro prima di tutto. Questo il messaggio che ha lanciato l’ex sottosegretario di stato del governo Prodi Pietro Colonnella (PD) in corsa per essere eletto nel consiglio regionale.

«Vogliamo mettere il tema del lavoro al centro del dibattito politico in vista delle elezioni – ha spiegato Colonnella – Proprio per questo abbiamo organizzato due incontri, uno a Castel di Lama , l’altro a Monteprandone, ai quali parteciperà l’onorevole Cesare Damiano», Ministro del Lavoro durante il governo Prodi.

«Stiamo incontrando i lavoratori delle fabbriche maggiormente colpite dalla crisi occupazionale,- ha detto Colonnella- per invitarli a questi appuntamenti. Ho parlato anche con il direttore della Manuli, al quale ho chiesto un rilancio dell’attività».

Colonnella ha poi illustrato le singole iniziative che intende portare avanti in caso di elezione, dalla spinta verso il Governo per l’approvazione dell’accordo di programma Valtronto-Valvibrata firmato nel 2008, al Patto Piceno per il lavoro (già lanciato nei mesi scorsi con una petizione che ha raccolto oltre 7 mila firme).

Ma la proposta innovativa riguarda l’istituzione del salario minimo garantito. Utopia?

“E’ una proposta che intendo fare in Regione prendendo spunto dalla Regione Lazio – ha spiegato Colonnella – che con la legge regionale numero 4 del Marzo 2009 ha permesso ai disoccupati, inoccupati e precari di percepire 580 euro mensili da integrare con una serie di prestazioni indirette messe in piedi dalle amministrazioni comunali. Contrariamente a quello che dice Brunetta i soldi non vanno presi dalle Pensioni ma sono da reperire tra i fondi europei e tra i fondi speciali regionali».

Infine Colonnella ha parlato anche dell’unione con l’Udc in vista di queste elezioni e dei malumori che questa ha fatto nascere dalle parti della sinistra più radicale. «Credo che l’accordo con l’Udc sia una cosa positiva e non deve intaccare i rapporti con una parte della sinistra, che però deve fare uno sforzo di innovazione e cambiare alcune posizioni. Nei miei governi provinciali sono riuscito a tenere insieme forze di centro e radicali, se dovesse ripetersi questa situazione fortunata potremmo essere un modello nazionale».

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