SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Via San Giacomo, definitivamente stralciata dal Piano Spiaggia l’ormai famosa “passeggiata” ad est degli chalet esistenti. Il sindaco Giovanni Gaspari lo ha comunicato nel corso dell’incontro di martedì sera avuto con gli operatori turistici della zona a sud della Rotonda di Porto d’Ascoli. Titolari di chalet, pensioni, hotel e residence di quella zona sono soddisfatti, afferma Maria Angellotti di Confcommercio, presente all’incontro.

VIA LA PASSERELLA Inizialmente, anche sulla base della variante al Piano di Spiaggia approvata nel 2004, il Comune intendeva prevedere ad est degli chalet una fascia larga 13 metri da destinare ad uso pubblico per il passaggio pedonale e ciclabile. Una passerella parallela al mare, fra gli chalet e gli ombrelloni, con cui ovviare ai problemi di via San Giacomo (viabilità asfittica, niente spazio per marciapiedi e tantomeno piste ciclabili) e far rientrare quella zona di costa nella programmazione di un Piano di Spiaggia che nella sua precedente versione, quella del cosiddetto Piano Follis, si fermava alla spiaggia di via Mare.

Un piccolo particolare, però, ha generato contestazioni da parte degli operatori turistici della zona, che per la loro causa chiamarono anche la troupe di Striscia la Notizia. Il piccolo particolare è che in quella fascia di litorale buona parte delle concessioni balneari insistono su zone di proprietà privata e non demaniale.

Zona che fino a qualche decennio fa era una propaggine della campagna portodascolana, via San Giacomo è peculiare rispetto al resto del litorale sambenedettese. Hotel e pensioni infatti sorgono anche ad est di quello che non si potrebbe di certo chiamare “lungomare”. Sorgono su terreni di proprietà privata, appunto, che il Comune in un primo momento ha cercato di regolamentare in un modo molto preciso nell’ambito del nuovo Piano Spiaggia che Gaspari annuncia essere alle battute finali (il 4 febbraio si terrà una conferenza dei servizi a detta del sindaco decisiva).

La proposta del Comune, lasciando da parte sogni irrealizzati e irrealizzabili di tunnel sotterranei con parcheggi meccanizzati che pure hanno avuto luogo un paio di anni fa nella mente dell’amministrazione comunale, era appunto quella di creare una pista ciclabile e pedonale sul mare, nel bel mezzo delle concessioni balneari. Su spazi che pur essendo privati sarebbero dovuti diventare di uso pubblico. Interrompendo la continuità degli esercizi balneari, paventando scene di clienti che acquistano nel bar all’interno degli hotel o degli chalet per poi recarsi in spiaggia attraversando questa pista ciclabile. Sottraendo metri quadri di spiaggia per ombrelloni e lettini, per giunta, in un litorale bersagliato da una erosione irregolare che ridisegna continuamente la linea di costa, con differenze di profondità sorprendenti fra concessioni vicinissime.
Insomma, una prospettiva discutibile, e discussa. Contestata. Ora il sindaco Gaspari ha fatto un passo indietro.

COSA SI PREVEDE ORA La fascia ad est degli chalet rimane nel disegno fatto dai tecnici comunali, passando però da 13 a 5 metri di larghezza. Ma non è l’unico motivo di soddisfazione degli operatori. Non ci sarà alcuna pista ciclabile e quello spazio sarà nella disponibilità degli chalet. Una zona non edificabile, che potrà essere arredata con giochi per bambini o piante. Non più ad uso pubblico, dunque, ma ad uso dei clienti di quelle concessioni balneari.

E la viabilità su via San Giacomo? Rimarrà com’è, almeno nel breve periodo. C’è chi la immagina pedonalizzata e meglio illuminata. Opinioni, come quella appunto della Angellotti. Che suggerisce agli operatori di concordare fra loro delle modalità stilistiche comuni per l’arredo della fascia di cinque metri. In modo da dare una uniformità nell’aspetto di quella che, a torto o meno, da molti sambenedettesi viene vista come una spiaggia di serie B.

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