riceviamo e pubblichiamo da Benedetta Trevisani, presidente del Circolo dei Sambenedettesi
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Otto anni fa, il 4 marzo 2002, si spegneva Novemi Traini, un uomo di grandi valori culturali e morali. Nell’ambito del giornalismo sambenedettese era stato maestro e guida per quanti credevano nella parola come strumento capace di testimoniare il proprio tempo e di combattere le battaglie al servizio della verità e dell’utile cittadino. Un giornalista vero perché uomo vero. Presenza viva e appassionata nel Circolo dei Sambenedettesi, ideatore e animatore di importanti eventi culturali, è stato per decenni il direttore del giornale del Circolo, Lu Campanò, che ha curato personalmente fino alle soglie della fine con la pienezza del suo mestiere.

Nel numero di giugno 2002 de Lu Campanò Pietro Pompei, che ne ha ricevuto l’eredità, scriveva: “Ne Lu Campanò Egli ha profuso il suo grande amore per la nostra città. Lo ha portato avanti con la competenza e l’esperienza di un giornalista vero e sensibile, doti che tutti gli abbiamo sempre riconosciuto. Mantengo fede ad una promessa fatta a Lui, così radicato nella realtà cittadina, che temeva l’esaurirsi delle nostre tradizioni e l’oblio delle nostre radici. Questo giornale continuerà sulla strada tracciata da Novemi, coltivando una tradizione e facendosi voce ad un tempo dei problemi della nostra città».

Il Circolo dei Sambenedettesi, nell’approssimarsi della triste ricorrenza, desidera ricordare questo aspetto della molteplice attività di Novemi anche a quanti forse ignorano la complessità dei suoi interessi.

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