ASCOLI PICENO – Dopo che è stata annunciata da fonti sindacali l’imminente chiusura degli stabilimenti “Sampsistemi” (Gruppo Maccaferri) di Ascoli e Montecosaro, il consigliere regionale Giuliano Brandoni di Rifondazione Comunista ha presentato, insieme al consigliere D’Isidoro (gruppo misto), una mozione per intervenire sulla situazione.

Lo stabilimento di Ascoli, nel quale lavorano 44 dipendenti, opera nel settore della progettazione e costruzione di macchinari impiegati nella produzione di cavi elettrici, telefonici, per elettronica ed informatica, mentre quello di Montecosaro, dove sono attualmente impegnate 21 persone, produce ingranaggi.

«L’impresa Maccaferri agisce con la stessa identica arroganza – afferma in una nota Brandoni – laddove i suoi interessi glielo consentono baratta occupazione con installazione di impianti anche ad alto impatto ambientale; dove non è possibile ricorre a pseudo riorganizzazioni industriali che si traducono in chiusure di stabilimenti, licenziamenti, esproprio di know how e professionalità dal territorio».

Nella mozione, presentata oggi martedì 2 febbraio al consiglio regionale, si «impegna la Giunta regionale ad attivarsi per approfondire le volontà della proprietà riguardo alle due unità produttive operanti sul territorio regionale e a manifestare la contrarietà della comunità regionale ad ogni ipotesi di chiusura, nonché a verificare se la Sampsistemi SpA abbia beneficiato, nel recente passato, di contributi regionali, a qualsiasi titolo erogati in relazione alle attività svolte negli stabilimenti marchigiani, approfondendo, se necessario, le circostanze in cui questi sono stati erogati e verificando se sussistono gli estremi per la loro revoca.»

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