Premio giornalistico “Novemi Traini”. La storia si ripete. Sono veramente deluso per l’uso che, per la seconda volta, si è fatto di un premio impropriamente (spiegherò perché) chiamano giornalistico, oltre che alla memoria di un uomo che lo avrebbe sicuramente (e credo che suo figlio Paolo possa confermarlo) concepito in modo diverso. Fare di tutta l’erba un fascio non si addice proprio ad una manifestazione culturale, quale può essere definita l’iniziativa promossa dalla Pro Loco sambenedettese, presieduta da Marco Calvaresi.

Caro presidente, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico e questo è stato fatto. E meno male che avevo preannunciato il mio “sdegno” prima che la “festa” venisse celebrata, altrimenti qualche malevola interpretazione avrebbe avuto un pur piccolo spiraglio. Nulla da eccepire sul premio a Bergamaschi, il compito gravava su una giuria di lettori. Chi meglio di loro. Ma vado al sodo: non sono stato presente alla cerimonia per motivi di lavoro e forse è stato meglio. Me ne sarei andato prima della fine.

Ho chiesto ad Oliver Panichi, presente alla cerimonia, fra quanti altri articoli sullo stesso argomento (ospedale e mala sanità) è stato preferito quello di Bergamaschi. Mi ha risposto che, o non ce ne erano, o non sono stati citati quelli che hanno perso, come sarebbe stato doveroso e logico. Non si vince mai contro nessuno. Stesso errore fu fatto un anno fa.

A premio aggiudicato però mi ha sorpreso una dichiarazione fatta pubblicamente dallo stesso vincitore. In buona fede certo ma molto ingenuamente (e questo attenua di molto la gaffe) perché, se avesse riflettuto, Pasquale avrebbe fatto a meno di dire che aveva consigliato di dare il premio al “mio” Oliver Panichi ma la giuria ha insistito per darlo a lui. Seppur apprezzabile il suo altruismo, il meccanismo che ne scaturisce e si deduce facilmente, non mi pare proprio limpidissimo. Come, per l’ennesima volta, è stata poco limpida l’assenza delle autorità cittadine ad un premio culturale, seppur organizzato da un’associazione non riconosciuta dall’attuale amministrazione comunale. Un fatto, secondo me, fuori dalla norma e di scarso reciproco rispetto.

Amara conclusione: il presente DisAppunto l’ho “concepito” questa mattina ma, tra i pensieri appena espressi e la loro trascrizione sono intervenute due telefonate che mi hanno fatto capire che… non avevo capito. Mi è stato detto, infatti, da un organizzatore, e confermato da un denigratore, che l’iniziativa mascherata da “premio letterario” non è altro che un modo goliardico per fare, una volta all’anno, festa tra amici. Altro che premio letterario come avevo creduto. Ho capito così anche il motivo per cui alla festa non c’erano “nemici”.

Non mi resta che augurare, per il suo bene, a Marco Calvaresi, così attivo e così generoso, di non ripetere feste simili o perlomeno di non chiamarle con il nome sbagliato.

P.S.: Quando stamattina ho anticipato questi miei pensieri a Pier Paolo Flammini (la targa a lui assegnata come “giornalista verde” mi ha ricordato quella data nel 2009 al mio giornale perché ritenuto “blog” dell’anno) e Oliver Panichi, super giornalisti (per me) che condividono con il sottoscritto grandi sacrifici, Oliver mi ha suggerito e consigliato (non vi dico perché): «Nazzareno lascia perdere, anche se sono certo che, se il primo premio fosse stato assegnato a me, avresti fatto, pensato e scritto le stesse cose». Lo avrei baciato, non l’ho fatto e un po’ commosso mi sono rintanato nella mia stanza.

Ascoli e Samb. Dopo le dichiarazioni del presidente ascolano Benigni favorevole ad unire le due squadre epr puntare in alto, il lettore “marenare” ha sollecitato con un commento il mio parere. Eccolo: fra dieci anni circa l’argomento potrebbe diventare meno spericolato e fantasioso.

Gazebi irregolari. A detta del sindaco Giovanni Gaspari pare che Sandro Assenti, il più tartassato mediaticamente fra i titolari dei gazebi, sia invece il più in regola tra gli irregolari.

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