dal settimanale Riviera Oggi numero 808

CUPRA MARITTIMA – Il sindaco della cittadina rivierasca Domenico D’Annibali denuncia lo stato di abbandono e degrado in cui versa la stazione ferroviaria. Una stazione che rientra appieno nel vasto novero delle “stazioni impresenziate” (leggi qui)
L’istanza nasce anche dalle segnalazioni dei cittadini e dei pendolari che ogni giorno si trovano a prendere il treno o arrivare in paese in condizioni di completo disagio.
Ma il fatto più grave è che la totale assenza di custodia lascia la stazione preda non soltanto degli scherzi dei ragazzi, che si divertono a posizionare sassi e petardi lungo le rotaie e nel sottopasso, ma anche di traffici poco raccomandabili, tanto che l’area è ormai divenuta nella percezione della gente una zona a rischio, dalla quale tenersi alla larga.
Come garante degli spazi comunali e della sicurezza dei cittadini, il sindaco chiede collaborazione per approntare una riqualificazione dell’area, al fine di garantire standard minimi di prestazione del servizio: una biglietteria sempre attiva, un servizio di informazione adeguato, una sorveglianza continua, anche attraverso un sistema di videocontrollo, con un occhio di riguardo alla pulizia dei locali e ai servizi igienici.

Effettivamente, facendo un giro alla stazione di Cupra non trovi uno spettacolo gradevole. Ed è un peccato, perché la struttura c’è, la buona posizione anche, e tutto sembrerebbe promettere bene al primo colpo d’occhio.
Arrivando trovi un edificio solitario, apparentemente in discreto stato, ma cercando di entrare ti accorgi che la porta è sprangata. Finché l’anziano del posto non t’informa che alla stazione non ci sono sale d’attesa per i passeggeri e se vuoi prendere il treno devi posizionarti direttamente sui binari, e così dicendo ti indica il sottopasso.
E per comprare il biglietto? Se chiedi al pendolare di turno, lui sorride come di fronte a una richiesta assurda, ti dice che quella è una stazione fantasma in cui non ci sono biglietterie e che per acquistare un biglietto devi risalire la via, attraversare la strada e raggiungere la tabaccheria. E sei fortunato se non è domenica, in quel giorno l’esercizio giustamente è chiuso.
Per i bagni, stesso discorso. Ci sono ma si nascondono bene. E se domandi al cittadino di passaggio o al pendolare ti diranno che non sanno dell’esistenza di bagni alla stazione e che se hai proprio bisogno ti conviene andare in un bar.
Alla stazione la gente sembra volerci rimanere il meno possibile. Ti accorgi del perché calandoti nel sottopasso. Di certo non ti accolgono profumi di pulito e detersivi. I corridoi sono oppressi da murales di ogni tipo e la sporcizia s’accumula liberamente.
E se sei disabile è meglio che cambi fermata, perché non ci sono scivoli che ti consentano di accedere ai binari.
Poi pensi che di giorno ti andrebbe anche bene, ma immagini con angoscia il passare di notte per quelle gole sporche e buie, illuminate soltanto dalla fosforescenza di scritte più o meno simpatiche e dalla prospettiva di fare incontri poco lieti.
E’ giusto lasciare morire così un luogo d’incontro, ricco di storia e potenzialità?
La stazione di Cupra rischia davvero di divenire un brutto biglietto da visita per una cittadina che aspira ad essere centro rinomato e fiore all’occhiello del turismo balneare rivierasco.

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