SAN BENEDETTO DEL TRONTO – É stato pubblicato, in questo mese, sul Journal of Social and Clinical Psychology, uno studio americano sull’effetto del “fine settimana” sul fisico e sulla psiche, condotto da Richard Ryan, professore di psicologia presso l’Università di Rochester (USA).

Sono stati monitorati, per tre settimane, 3 volte al giorno, 74 adulti tra i 18 e i 62 anni, impegnati nel lavoro per almeno 30 ore alla settimana, attraverso un questionario, per valutare stati d’animo positivi quali felicità, gioia e piacere, sentimenti negativi come ansia, rabbia e depressione, ed eventuali sintomi fisici di stress, come mal di testa, problemi digestivi, patologie respiratorie ed astenia.
Il risultato è che durante la settimana lavorativa le molte attività includono troppi controlli esterni: le pressioni del tempo, le esigenze legate al lavoro, famiglia, figli ed altri obblighi a cui non è possibile sfuggire.
Il benessere, invece, tende ad essere più favorevole nel fine settimana: vi è una maggiore autonomia, la possibilità di scegliere l’attività in cui impegnarsi, la facoltà di curare le relazioni interpersonali secondo i propri desideri, l’opportunità di passare il tempo con le persone care, o semplicemente rilassarsi… senza costrizioni.
Tutti, uomini e donne, indipendentemente dal tipo di educazione, stato civile, età, capacità professionale, ore di lavoro o di guadagno e persino coloro con posizioni di prestigio ed attività interessanti, si sentono psicologicamente meglio nel weekend; migliore è il tono dell’umore e si ha maggiore vitalità.
E non solo, disturbi quali emicranie, senso di affaticamento e disturbi digestivi diminuiscono già a partire dal venerdì.
È ovvio che l’effetto week-end non riguarda coloro che lavorano regolarmente nei fine settimana; i loro giorni di riposo si spostano durante la settimana.

Questo studio fornisce lo spunto per fermarsi un attimo a riflettere sulla necessità di riappropriarsi di una parte del proprio tempo.
Tempo molto prezioso che va impiegato in cose importanti, piacevoli, ma soprattutto molto vantaggiose per il benessere, sotto vari aspetti.

Deve averla pensata così anche Ugo Nespolo nell’opera “Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare”, collocata all’inizio del lungomare della nostra città.
Vuole dirci di non lasciarsi sopraffare dal troppo lavoro, dall’avidità, da una vita che ci vede sempre in corsa e che lascia poco spazio a momenti fatti di piccole cose, magari semplici ma intense, come, ad esempio, il contatto con la natura.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 441 volte, 1 oggi)