ASCOLI PICENO – Saranno ascoltate domattina, sabato 30 gennaio, durante l’udienza di convalida degli arresti, le otto persone coinvolte nelle accuse di maltrattementi, sequestro di persona, abbandono di incapaci e lesioni, seguite al blitz dei Carabinieri nella casa di riposo Casa di Giobbe. Nella struttura, già posta sotto sequestro nel 2000 per analoghe circostanze, i Carabinieri di Ascoli all’alba di giovedì  28 gennaio facendo irruzione all’interno si sono trovati di fronte diverse persone anziane costrette a vivere in condizini ritenute non idonee, richiuse in piccole stanze travolte da sporcizia e rifiuti organici.

Si legge nella nota stampa dei Carabinieri di Ascoli: «Assenza di autorizzazioni sanitarie e titoli legittimanti l’attività di assistenza sanitaria; collocazione in stanze non idonee per dimensioni, carenze igieniche presenza di umidità e chiusura dall’esterno; completo abbandono a se stessi senza nessuna vigilanza da parte del personale preposto; presenza di animali domestici».

In carcere sono finiti il titolare Fernando Bernardi e Rinaldo Nepi, l’assistente di un ragazzo down sul quale sono stati notati segni di tumefazioni, forse dovuti a maltrattamenti.
Ai domiciliari invece sono finite la moglie e la sorella del titolare, due donne polacche e due nigeriane. La famiglia Bernardi e Rinaldo Nepi, assistiti dall’avvocato Alessandro Angellozzi, hanno respinto ogni tipo di accusa.

Intanto ci si chiede da quanto tempo questo tipo di situazione andava avanti. Nel 2000 la casa era stata posta sotto sequestro e i titolari erano stati accusati degli stessi reati. Fernando Bernardi era diffidato dal proseguire questo genere di attività. Eppure molti in città sapevano che la Casa di Giobbe era ancora perfettamente attiva, tanto che addirittura sulla questione venne posta nel settembre del 2008 dall’allora consigliere del partito democratico Giuseppe Brandimarti un’ interrogazione da porre al consiglio comunale per avere “lumi sulla qualità del servizio erogato” , anche in seguito a sopralluoghi dei Vigili Urbani che costatavano la mancanza della regolare autorizzazione a svolgere l’attività.

Intanto oggi il sindaco Castelli ha portato il suo saluto ad alcuni degenti ricoverati in strutture cittadine mentre domani andrà a trovare coloro che sono stati trasportati ad Amandola.

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