LAZZARI Al momento abbiamo una bozza di regolamento per l’occupazione del suolo pubblico che ieri è andata in Commissione e che l’8 di febbraio andrà in consiglio comunale. Certo, un regolamento discusso a lungo, con le associazioni di categoria. Il fatto di vedere tavoli all’esterno comunque crea colore, è una attrattiva per il pubblico. Immaginiamo alcune vie di San Benedetto senza questa possibilità. Sarebbe più triste, qualcuno dice anche più bello. Dobbiamo però pensare anche al fatto di attrarre dei visitatori.

ASSENTI Si sono mescolate autorizzazioni esistenti come un permesso di costruire… Col supporto degli avvocati mi sono informati, su quel che è accaduto e quel che succederà. Basta andare a Grottammare, che qualche mese fa ha regolarizzato la situazione. A Grottammare c’è la possibilità di tamponare i lati dei gazebo senza che questi fossero permessi a costruire. I quali, permessi a costruire, dovevano essere menzionati nella domanda e oltretutto non sarebbero mai stati concessi. Quindi un cittadino come me, autorizzato anche a tamponare la sua struttura specie d’inverno, con tanto di pagamento della struttura mensile che paghiamo all’Aipa, ma non mi sembra, e la Procura sta valutando, che ci sono i presupposti di un sequestro. Qui siamo di fronte ad una tendina abbassata! Il regolamento che sta per essere approvato dal consiglio rischia di rendere noi stessi irregolari, ovvero tamponamenti fino a 1,80 metri… Quindi chi è a 2,50 sarebbe fuorilegge. Qui invece di metterci in regola ci si fa diventare abusivi. Allora mi domando, altrove, come Grottammare ma anche Firenze, Torino, Alassio (basta vedere su internet), perché si dà la possibilità regolare di avere un tamponamento su suolo pubblico, anche se temporaneo?

LAZZARI A volte ci sono interpretazioni della legge, evidentemente la Procura di Ascoli interpreta in questo modo. Le chiusure invernali laterali sono permesse fino a 1,80 metri perché occorre far capire che la struttura è temporanea. Credo che su questo possiamo ragionare, ma la struttura deve garantire sia di gestire l’attività ma non deve essere un corpo estraneo. Parliamo di locali esterni e non una stanza, non può essere una struttura che chiude completamente. Immaginiamo l’isola pedonale di San Benedetto: sono d’accordo che ci siano le strutture, ma non si può impedire il cono visivo fino al faro o fino al Paese Alto.

Panichi Qualche mese fa Forlì ha presentato un esposto in Procura in merito ad una delibera comunale del 26 maggio, dopo che la sua occupazione del Pao Bar di via San Martina è stata negata. Forlì chiede se in quella delibera si riscontrano anomalie e “violazione di legge, abuso d’ufficio, corruzione e favoreggiamento”. Non sappiamo se la Procura si sia mossa sulla base di questo esposto o meno. Fatto sta che si è mossa.

LAZZARI Il Comune prima di quella delibera si atteneva al codice della strada e al Testo Unico dell’edilizia. Quindi non c’è stata discrezionalità perché si atteneva a queste norme. Il regolamento però va fatto, siamo in Italia, niente è più stabile di ciò che è provvisorio. Non sempre c’è il concetto di equilibrio, per cui bisogna salvaguardare l’esercizio, chi usa il marciapiede, l’isola pedonale. Però spesso e volentieri viene concesso qualcosa ma c’è il rischio che nel corso del tempo quel qualcosa che viene concesso diventa sempre di più, e questo poi nessuno lo va a controllare. L’esigenza di avere un regolamento diventa importante, è un punto fermo di trasparenza, chi realizza una struttura sul suolo pubblico sa quel che deve fare. Il regolamento deve essere il primo passo, ma una città come noi, ambiziosa, oltre al regolamento deve arrivare ad un piano di localizzazione, che è cosa diversa, ovvero prevedere a livello urbanistico quelli che devono essere le strutture vocate ad occupazione di suolo pubblico. Non si tratta soltanto di prendere atto dell’esistente, ad esempio con strutture omogenee, anche per i marciapiedi.

Panichi Sapevate che i manufatti non erano regolari, aspettavati il nuovo regolamento fiduciosi?
ASSENTI Il blitz della Procura è stato inaspettato. Io ho l’autorizzazione freschissima ed ero regolare fino a marzo 2010, ma chi aveva vecchie autorizzazioni come Sciarra sono sicuro che, prima del 31 dicembre, le ha rinnovate, è stato detto: non possiamo rinnovarle ora per un anno in attesa del nuovo regolarmento. Sono convinto che anche il Comune è stato colto di sprovvista… Perché in realtà il comune ha operato con i Vigili, però non come vigili del Comune ma come Polizia Giudiziaria, quindi il comune era sorpreso. Vorrei soffermarmi dei modi in cui a San Benedetto certe cose vengono fatte capire. Qualche hanno fa su 140 chalet a San Benedetto solo da me sono arrivate le ruspe… Non penso che si tratti di accanimenti, anche se vengo tacciato di fare troppe cose. Io faccio una domanda: il piano di spiaggia Follis è di oltre 20 anni fa, da allora ci siamo trovati ad agire in contesti urbanistici e demaniali a fare “turismo” per cercare di creare questi chalet che fino a ieri erano solo “venditori di sole”, e oggi sono diventati “polifunzionali”.

LAZZARI Alcune inadempienze delle amministrazioni non possono legittimare questi comportamenti.

ASSENTI Non siamo noi a scegliere il tipo di turismo: 20 anni fa vendevamo sole, mare e cappuccino… Lo dico che questo piano di spiaggia, se passa così com’è, è molto sviluppante e positivo. Comunque l’abuso è frutto di richieste della clientela. La ruspa che è venuta da me ha portato via due pedane e quattro pezzi di legno. Ieri sono passato a passeggiare al centro, e ho sentito gli esercenti vicini a Sciarra, Demais, da me eccetere. Sono tutti imbestialiti perché sembrava di passeggiare in un paese di campagna… Qualcuno invece nella commissione dice che San Benedetto sarà “inscatolato” a causa di tutte queste attività. Io dico che tutti i bar, a parte il caffè Florian che ha dei metraggi sostanziosi e infatti non ha mai chiesto dei gazebo, gli altri bar, Chantilly, Caffè dello Sport, io stesso, anche Sciarra, sono limitati a pochi metri di struttura. Bisogna dire se siamo d’accordo con lo sviluppare o meno questa situazione. Il rapporto è del 100% di esterno rispetto all’interno, qualcuno ha proposto il 30%… anzi dice che è anche troppo, il politico faccia il politico, l’ufficiale sanitario faccia l’ufficiale sanitari.

LAZZARI Occorre trovare il giusto equilibrio. Qualcuno dice che è un falso problema… Mi sembra corretto che il regolamento sia passato in Commissione e consiglio e non solo in giunta, con la collaborazione anche dei vigili, ad esempio.

ASSENTI Qualcuno non valuta bene che io adesso ho sei persone che sono “sequestrate” assieme alla mia struttura. Questo blitz ha messo tutti a terra, da oggi a domani è stata una cosa penosa, ogni locale ha 7-8 persone che si sono trovate sulla strada. Il Sasushi è aperto, anche se per una metà. Io oggi sono in attesa del riesame, perché ho l’autorizzazione fino al 31 marzo, la mia struttura è conforme al progetto presentato in Comune… (risponde a Lina Lazzari) Non ho occupato alcuno spazio oltre la pratica presentata e approvata dal Comune. La mia pratica è passata tra Vigili, Ufficio commercio, per cui quella struttura rimarrà così come è anche dopo questa bufera, sicuramente farò delle modifiche con il nuovo regolamento se necessarie… Il Comune deve valutare anche che se oggi esiste un tot di euro che sono nelle casse comunali, evidentemente è anche un argomento da tenere in considerazione anche questo

LAZZARI L’amministrazione non può far occupare il suolo pubblico per fare cassa!

Panichi legge le domande di Alessandro Palestini e Pasquale

ASSENTI Una fiorera dietro l’edicola? Non credo sia occupazione di suolo pubblico, è un fatto estetico. Via Mazzocchi era un parcheggio per scooter? Noi ci atteniamo e ci atterremo a quello che dirà il regolamento, come sempre ci siamo attenuti…

LAZZARI Il Comune non è intervenuto perché non riteneva che fosse necessario il permesso di costruire. La forza di questo regolamento imporrà poi dei controlli ed eventuali abusi saranno sanzionati. Non ho intenzione di entrare nelle legittime scelte della Procura, mentre il Comune dovrà inserire delle norme transitorie, non parliamo di sanatoria perché non si può sanare un reato. (Panichi precisa delle parole usate dal segretario Camastra e della sua nota precisatoria).

Lazzari spiega poi l’applicazione del nuovo regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico. Ci sono 24 mesi di tempo per adeguarsi nel caso di difformità con il nuovo regolamento.

Panichi Ma cosa ne pensa la Procura?

LAZZARI Ci sono comunque le norme transitorie.

Panichi Si deve arrivare ad un punto di equilibrio tra esigenze dei commercianti e quelle dei cittadini, tra passeggio, parcheggi, accessibilità, insieme a impresa, lavoro, divertimento.

ASSENTI Ribadisco di essere nelle condizioni “climatiche” per lavorare anche d’inverno. Io vorrei sapere se ci sono disparità tra San Benedetto e il resto dell’Italia, se questa cosa è ammissibile a San Benedetto come altrove rispetto ad esempio ai tamponamenti, perché se di spazio va lasciato in alto non è in base ai centimetri. Questo non riguarda soltanto me, si dice sempre di destagionalizzare, ma se dobbiamo creare delle situazioni anche per i cittadini non solo per passeggiare ma anche per avere servizi. Appunto, perché in Italia vengono concepite certe soluzioni e sapere se sono regolari, e qui no?

LAZZARI Certo, ma non è detto che se è stato fatto in alcune città allora dobbiamo farlo per forza. Non dobbiamo copiare ma guardare per migliorare. Spero che San Benedetto non debba copiare ma possa trascinare lei stessa.

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