SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Serve un progetto complessivo per via Pasubio e tutta l’area intorno: di questo vogliamo parlare perché di questo abbiamo bisogno»: Tommaso Caroselli Leali, imprenditore della Sassomeccanica e rappresentante del Comitato Tutela Aziende che si interessa prioritariamente di fornire idee e spunti per la zona artigianale e commerciale della parte meridionale cittadina (dal quartiere Agraria verso sud).
Perché qualche giorno fa Caroselli e altri rappresentanti del Cta hanno avuto un incontro con i funzionari comunali del settore Urbanistica che hanno loro esposto un progetto per la realizzazione dell’agognato sottopasso ferroviario sulla Statale 16, in zona Agraria. Un progetto che trova il consenso di massima di Caroselli («E’ ovviamente necessario e non così costoso come una sopraelevata») ma che lo stesso imprenditore non valuta pienamente soddisfacente in virtù di alcune criticità e una mancanza, a suo dire, di una visione d’assieme.
Innanzitutto cerchiamo di spiegare qual è il progetto allo studio negli uffici dell’Urbanistica: si pensa a realizzare due rotatorie, una all’incrocio della Statale con via Valtiberina, un’altra più a sud, dopo la ferrovia; la Statale passerebbe al di sotto della ferrovia, con eliminazione del passaggio a livello; per evitare blocchi della circolazione in caso di allagamenti per pioggia o peggio inondazioni, ai due fianchi della Statale, che in quel punto si abbassa sotto il livello stradale, ci saranno due “complanari”. Inoltre, ai lati del sottopassaggio, come d’uso, sarebbero previsti due percorsi ciclabili. Qui però Caroselli Leali storce il naso: «Si tratta di una zona commerciale e industriale, in cui ci si reca proveniendo anche da lontano e l’uso della bicicletta è rarissimo, lo si vede anche ora nella pista ciclabile di via Pasubio. Inoltre rischiamo di creare un vero e proprio tracciato infernale per i ciclisti: prima una rotatoria, poi l’immissione in un intricato sistema viario in quanto i mezzi, soprattutto quelli pesanti, che escono da via Pomezia (sede di Ortofrost e della Bollettini) rischiano di travolgere i ciclisti».
«Abbiamo bisogno di vere piste ciclabili e non di pagliacciate» aggiunge Caroselli Leali, intanto che, stampata di Google Maps in mano, mostra un’altra soluzione per il sotto passo San Giovanni, che dovrebbe collegare la Statale prima dello svincolo per Martinsicuro alla Sentina: «Innanzitutto ricordiamo che si tratta di un intervento che, pur costoso, sarà necessario, perché occorrerà presto spostare la condotta fognaria proveniente dalla Vallata. Proprio per questo, chiediamo che il sottopasso adesso allo studio, ampio 6 metri e alto 3,50, venga ampliato, sia per ragioni di sicurezza in caso di alluvione, sia perché in questo modo sarebbe possibile fargli assorbire anche il traffico pesante, con conseguente limitazione delle percorrenze e dell’inquinamento. Non crediamo che questo comporterà un particolare impatto sulla Sentina, perché comunque il traffico da automobili sarà presente. Se non si vorrà aprire ai mezzi pesanti, chiediamo comunque che questo possa essere reso possibile per i mezzi di soccorso e sicurezza: basta porre una grata rimovibile all’uopo».
A fronte di queste proposte, viene avanzata anche un’idea: «Crediamo che chi voglia spostarsi in bicicletta nella zona sud della città, invece che avventurarsi sulla Statale, avrebbe più piacere a pedalare invece a ridosso del lato est della ferrovia, quindi in zona Sentina: si tratta di un percorso sicuro, senza intersezioni e a contatto con la natura. Una volta realizzato il sottopasso San Giovanni, poi, sarebbe possibile reintrodursi anche sulla Statale, verso le zone commerciali».
«Stiamo parlando di una zona, quella di via Pasubio, che è una delle due porte di ingresso della città, e quindi sarà opportuno evitare di presentarla come è attualmente. Da parte nostra auspichiamo anche degli incontri con i comitati di quartiere Agraria e Porto d’Ascoli centro al fine di discutere con i cittadini, e anche con quelle aziende che non hanno aderito al Cta, e infine avere la possibilità, tutti insieme, di rivolgerci rispettosamente al sindaco, chiedendogli soltanto che ci convochi e che ci ascolti», termina Caroselli Leali.

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