Da Riviera Oggi in edicola numero 807

GROTTAMMARE – Si sta proseguendo con la sperimentazione nella lotta al punteruolo rosso, che sembra ottenere dei buoni risultati, a dispetto di altre Regioni che sembrano aver deciso piuttosto di abbattere le palme invece che combattere la proliferazione del coleottero.

Recentemente abbiamo visto come anche Confindustria Turismo ha manifestato il proprio attivismo creando un tavolo di lavoro sull’argomento assime ai soggetti  che già da due anni hanno avviato sperimentazioni e combattono il coleottero.

Abbiamo ascoltato il sindaco Merli per un aggiornamento sulla situazione.

«Sono già due anni – spiega il sindaco Luigi Merli – che Grottammare, San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima, la Provincia e l’Assam combattono assieme il punteruolo rosso, grazie al protocollo di sperimentazione come soluzione alternativa al solo abbattimento della palma, singlato appunto fra questi Enti».

Dai commenti dei cittadini sembrerebbe che invece non si faccia un granchè…

«Quello che è spiacevole, e forse è colpa nostra che non abbiamo comunicato nel migliore dei modi, è vedere come per alcuni cittadini non si stia facendo nulla. È importante capire che i Comuni non agiscono da soli, c’è un iter da seguire, secondo gli schemi regionali, partendo da quando si individua una pianta malata. La procedura è lunga e mutevole in base alla stagione: d’estate è immediata perché il coleottero vola, d’inverno c’è più distensione per le procedure, ma comunque ci si muove, in ogni caso, ed i risultati che abbiamo avuto sono ottimi. In Italia le palme vengono abbattute, molte Regioni stanno perdendo i palmizi per il punteruolo rosso, noi invece stiamo lottando, utilizzando una cura che porta più del 90% di ripresa vegetativa».

Quali sono le problematiche maggiori?

«Occorrono sicuramente più risorse, infatti è stata fatta una richiesta alla Regione in tal senso. I costi sono enormi, noi a Grotammare abbiamo messo a disposizione i dipendenti comunali specializzati, ma mentre si occupano di palme non possono occuparsi di altro, ad esempio. Occorrono anche più finanziamenti per le sperimentazioni, che debbono essere, come detto, mirate alla prevenzione, perché solo evitando che il parassita colpisca la pianta saremo vincenti».

Attualmente qual è lo stato per quanto riguarda la prevenzione?

«In via sperimentale l’Assam sta utilizzando gli ematodi, che sono stati messi su 72 palme a San Benedetto del Tronto e non sono state attaccate. Per dire che un metodo funziona occorre il tempo necessario».

Grottammare parteciperà al convegno internazionale di Sanremo?

«Assolutamente si. Siamo in stretto rapporto con la squadra sanremese già da diverso tempo, abbiamo all’attivo una decina di incontri. Il punteruolo rosso è un problema mondiale, che è arrivato anche da noi, ed occorre debellarlo: la nostra è una delle poche realtà che lotta ancora, che cura le palme e che sta cercando una soluzione preventiva. E questo grazie al’Assam, ai tecnici comunali ed anche ad alcune Aziende private, che ci rendono un territorio all’avangguardia».

Continuare a cercare una cura che funzioni meglio quindi è improduttivo?

«Le sperimentazioni vanno tutte bene, ma se sappiamo già che con la potatura c’è una ripresa del 90%, occorre puntare sulla prevenzione».

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