trascrizione integrale della trasmissione

PALLADINI Da allenatore bisogna ragionare in modo diverso, è una esperienza nuova, sto formando uno staff e sto cercando di fare il bene di questa squadra. Penso che tutti gli allenatori abbiano le proprie idee e le proprie visioni tecniche e tattiche, e tutti sono abbastanza preparati, ma prima che gli aspetti tecnici credo che alla base ci sia la voglia del gruppo di fare bene. Ad esempio la Juve è una grossa squadra ma è una grossa squadra con un allenatore sicuramente esperta, ma un gruppo può avere alti e bassi.

PEROTTI Da giocatore sei stato sempre tra i professionisti, invece da allenatore sei in Eccellenza, un campionato che non conosci.

PALLADINI Sono due cose diverse, però ho uno staff al di fuori del campo che visiona le partite, che va a vedere le squadre avversarie, questo per me è una fortuna perché conosco gli avversari che affronto. Penso che in questa categoria la cosa importante è quello di imporsi e aver la voglia di far bene. Noi all’inizio abbiamo stentato, ma ora ci siamo ripresi alla grande?

Siamo una formazione troppo tecnica? E’ un dato relativo. Noi gol da fuori area non ne abbiamo fatti, sempre da dentro l’area a seguito di belle azioni e triangolazioni. E’ un pregio poi ci sono delle difficoltà oggettive, che la Cingolana ad esempio si difendeva in 10 dentro l’area e avevamo difficoltà. Poche squadre se la sono giocata a viso aperto a San Benedetto, penso alla Vis e alla Fermana. Per il resto si difendono. Certo, siamo superiori in ogni campo ma a me interessa giocare bene a calcio.

Ho iniziato in una situazione particolare, la difficoltà più grande era passare da essere compagno di squadra ad allenatore.

Minuti? Mi è dispiaciuto tantissimo, abbiamo anche giocato assieme. Purtroppo il calcio è questo, già all’inizio qualcuno lo ha contestato non per colpa sua, era sull’occhio del ciclone tutte le domeniche. Secondo me come allenatore stava facendo bene, abbiamo passato un ritiro bellissimo. Come ha rischiato lui è capitato anche a me, all’inizio.

Allenatore per caso? A me piaceva allenare il settore giovanile, quando mi è stato chiesto di allenare, naturalmente a San Benedetto non potevo dire di no. Sapevo che c’erano delle responsabilità e mi giocavo una carta importante, ma nel calcio bisogna prendere delle responsabilità

PEROTTI Colantuono dopo che fu scelto da Gaucci disse che non voleva proprio fare l’allenatore.

PALLADINI Per ora io spero di fare il massimo, poi se Dio vorrà, vedremo. C’è sempre da imparare.

PEROTTI legge una domanda di un tifoso.

PALLADINI Se dopo due campionati buoni mi chiamassero in serie superiore? Io alla Samb sono grato, ho fatto settore giovanile, ho esordito nella Samb, sono grato a questa maglia e a questa città che mi ha dato tanto. Se c’è una programmazione seria, chissà che non potrei restare, ma adesso è presto. San Benedetto anche se in Eccellenza è come se siamo in una squadra professionistica, è una piazza importante con pressioni importanti, c’è la stampa e la società è seguita.

Il modulo? No, anche quando giocavo pensavo che l’allenatore si deve adattare alle caratteristiche dei giocatori, ma guai a fissarsi con un modulo perché ci sono circostanze che poi danno necessità diverse. Noi proviamo con due moduli diverse, ora tutti dicono che dobbiamo giocare con il 4-4-2, noi abbiamo giocato quasi sempre così tranne poche occasioni. Abbiamo vinto a Piano San Lazzaro senza punte di ruolo, con Gentili finta punta centrale. Certo, col 4-4-2 possiamo sfruttare Zazzetta e D’Angelo e anche Bianchi, sacrificando purtroppo Giandomenico o un altro attaccante.

Ricordiamo che devono giocare sempre due under.

PEROTTI Fare a meno di Giandomenico comunque non è facile, due domeniche fa ha giocato benissimo anche se qualcuno lo ha criticato.

PALLADINI Lui ha dei colpi importanti, lanci, assist, calci da fermo. Zazzetta ha altre caratteristiche, ricordo però che non posso togliere D’Angelo senza mettere un altro nato nel 1990…

Bianchi? Deve continuare a fare quello che sta facendo. Io lo conosco, so com’è e mi può dare tanto. Non è un giocatore da ultima mezz’ora, io lo tenevo come esterno di centrocampo, è un giocatore importantissimo ma ci sono due under…

Più che nella fase di possesso dobbiamo stare attenti nella fase di non possesso, quando lasciamo quel piccolo spiraglio in contropiede rischiamo qualcosa.

PEROTTI Tante critiche per Menichini e Cacciatore.

PALLADINI Sono due ottimi calciatori che in questo momento non riescono a fare gol, ma ripeto, se le squadre si chiudono ci sono poche opportunità per segnare, anche se Cacciatore ha avuto due occasioni nel primo tempo. Ma io sono contento se è il collettivo che si muove bene, sarebbe rischioso avere un attaccante da 20 gol e una squadra che senza di lui non segna… Abbiamo anche Gentili e Marzeglia, ultimo arrivato.

PEROTTI Come mai Cacciatore che ha elevate doti tecniche non esprime queste qualità e sta ancora nei dilettanti?

PALLADINI Lo penso anche io, ha una grossa tecnica, calcia di destro e sinistro. Magari all’inizio della sua carriera non si è gestito bene, non è giocatore “cattivo” in senso stretto ma tecnico. Adesso davanti ho una grossa scelta con bravi calciatori.

D’Angelo? Fa bene e può farlo anche in altre categorie. Ha corsa, forza, calcia di destro e sinistro. Deve migliorare nella parte mentale, lo stiamo aiutando tutti, io e lo spogliatoio, perché deve crescere. Sto cercando di migliorarlo tatticamente, perché le doti tecniche e atletiche sono sue naturali. Io lo sprono a puntare gli avversari…

L’anno prossimo in D si torna a giocare con quattro under. Avrebbe bisogno, in caso di promozione, di avere qualche under in più, mentre per il resto l’ossatura c’è.

Marzeglia? Buon fisico, giocatore che può dare una certa sostanza nell’area di rigore.

Un lettore, Vinicio Capriotti: come mai Marzeglia, 23 anni, dalla C1 è finito in un anno in Eccellenza?

PALLADINI Non ci ho ancora parlato, ma oggi ci ha detto che è venuto che a San Benedetto è una piazza importante. Lui arriva dal settore giovanile del Milan, lui ha avuto qualche difficoltà di ambientamento tra i professionisti, già a Lecco. Adesso ha capito che oltre a giocatori tecnicamente validi devono essere professionisti in tutto.

Menichini? Ha attraversato un momento non facile, il fatto che poteva essere squalificato lo ha reso nervoso, lui deve stare tranquillo e fare il suo. Riganò lo ha impensierito? Ho parlato con la società e Riganò forse serviva un mese e mezzo per rimetterlo in sesto, a quel punto il campionato era finito. Adesso rischiavamo di perdere solo del tempo.

Una domanda di un tifoso della Samb in diretta da Pavia: l’impiego di Giandomenico spesso rappresenta una forzatura dovendo adattare il modulo su di lui?

Il modulo 4-3-1-2 con Giandomenico comporterebbe l’esclusione di D’Angelo e quindi inserire un under dietro. Domenica abbiamo ad esempio provato i tre centrocampisti centrali, Oresti con Rulli e D’Aniello assieme formano un mix di calciatori importanti. Occorre trovare la quadratura giusta.

Un’altra domanda: la Samb non è diventata prevedibile visto che ormai valori e difetti li conoscono tutti?

Questo è vero, ma anche l’Inter adesso è prevedibile, però vince. Serve sempre la fame della vittoria in tutte le categorie. Come nome in questa categoria la Samb è anche più dell’Inter.

Ho avuto allenatori che mi hanno dato di più, ad esempio Delio Rossi. Rumignani uno dei migliori per temperamento e gestione del gruppo. Posso dire che da Galeone mi aspettavo molto di più. Oddo era preparatissimo per insegnare tutti i moduli di gioco. Da tutti ho ricavato qualcosa di importante.

Dove sono stato bene? Non voglio fare piaggeria, in Serie A e B ho avuto emozioni fortissime, ma il campionato di due anni fa, quando tornò poi Ugolotti, mi ha dato delle emozioni umane che non ho mai provato in carriera, non tanto dal punto di vista calcistico ma umano, eravamo un buon gruppo.

Ho fatto sei gol in Serie A, tutti il primo anno a Pescara, mentre non segnai a Vicenza. In Veneto sono stato benissimo, vincemmo il campionato di Serie B.

PEROTTI Io ricordo il tuo ultimo allenamento prima che tu esordissi titolare, al Ballarin. Correvi come un forsennato.

PALLADINI Ho esordito con Simonato nel 1989-90 a Caserta. Poi venne fuori di tutto in quel campionato maledetto, anche in quel 3-2 contro il Palermo a Trapani…

PEROTTI Tu non sai quel che avvenne con Giorgi… e racconta la storia della sconfitta dopo che la Samb vinceva 2-0 nel primo tempo e un uomo tra il primo e secondo tempo andò negli spogliatoi…

PALLADINI A giugno farò il corso per il patentino di seconda categoria. Spina e Bartolomei? Loro hanno allestito una squadra importante, stanno programmando il futuro di questa società, prima del risultato serve la programmazione, si può anche non vincere ma a lungo andare così arrivano risultati importanti. Vogliono bene alla Samb speriamo bene, Spina è un presidente sanguigno, a San Benedetto negli ultimi anni sono successe cose assurde, da quando io ho iniziato a giocare. Poi in quel primo anni molti giocatori giovani furono venduti, invece.

Bergamasco? Ero piccolo, nella seconda fase ho visto qualche partita, ricordo di quando ci fu il rogo al Ballarin, avevo 10 anni, ero ai distinti, ma all’epoca c’era Sonetti. Ricordo ora mister Chimenti, Simonato, Basilico… Sabato ci sarò al revival della Samb del 1973-74, Chimenti mi racconta sempre delle cose che sono successe, io Bergamasco lo conosco attraverso i suoi racconti.

PEROTTI La storia della Samb l’anno fatta in tre, Biagini che ci portò in B nel 1956, Bergamasco nel 1974, Sonetti nel 1981.

PALLADINI Ho potuto giocare a Pescara con Borgonovo, lo vedevo qui a San Benedetto. Il giocatore più forte con il quale ho giocato era Carnevale, un fenomeno, anche se a vederlo da fuori non sembrerebbe, e anche con Dunga, l’attuale allenatore del Brasile. Come avversario Baggio e Zola mi hanno impressionato, non solo tecnicamente ma con la forza e la voglia, giocatori che facevano poi vedere la loro classe, ma poi anche Gullit, Van Basten (contro di noi toccò tre palle e fece tre gol), Rijkaard, Ronaldo. Io ho segnato contro la Juve, ad Ancona… In B invece ho fatto più di 40 gol in 270 partite. In tutto quasi 660 partite da professionista con 67 gol fra i professionisti.

Le foto ce le ho, anche qualche cassetta e dvd, la maglia numero 10 di Zola del Napoli l’ho regalata, anche quella di Inzaghi…

La tifoseria di San Benedetto è stata sempre calda…

PEROTTI A volte l’amore ha portato a qualche eccesso…

PALLADINI Sì, se succede a San Benedetto le cose vengono ingrandite, altrove vengono nascoste. Noi ad esempio siamo stati applauditi dopo la sconfitta con la Vis Pesaro. Io vedo le statistiche degli spettatori, in Serie C quasi nessuno fa 2500 spettatori…

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