ASCOLI PICENO – La Confesercenti informa i propri associati che in mancanza di un regolamento riguardante la raccolta e la distribuzione dei compensi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, la Scf (Società Consortile Fonografici), non ha diritto a pretese di riscossione.

Inoltre, il Cese (Comitato Economico Sociale Europeo) si è espresso lo scorso 14 gennaio 2009, affermando che negli Stati membri spesso operano numerosi organi di gestione collettiva diversi in rapporto all’oggetto del diritto d’autore, con il risultato che l’utilizzatore deve rispondere e sottostare a più di una di essi. La riscossione, ma anche per la protezione dei diritti dei beneficiari occorre istituire un unico organismo che sarà anche l’unico responsabile per la riscossione. La Confesercenti annuncia un connubbio tra i propri legali e i dirigenti Asshotel e Fiepet per approfondire ulteriormente i possibili risvolti giudiziari e per giungere a un definitivo accordo con la Siae. Finquando non si avrà un parere definitivo, secondo la Confesercenti occorre rigettare al mittente ulteriori e pretestuose forzature al pagamento.

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