SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La vicenda del sequestro da parte della magistratura delle strutture esterne di alcuni locali del centro riporta all’ordine del giorno l’annoso problema che riguarda l’occupazione del suolo pubblico nella nostra città». Con queste parole il consigliere comunale del Partito Democratico Fabio Urbinati commenta la notizia del blitz della Procura di Ascoli nella giornata di lunedì.

«Non contesto l’operato dei magistrati, ma resta il dispiacere di non essere riusciti ad approvare in tempo un Regolamento per l’occupazione del suolo Pubblico che l’Amministrazione Comunale ha in gestazione dal 2007 e che era pronto per essere approvato nella prima metà del 2008».

Urbinati giudica inoltre «delicato» il tema del sequestro, preferendo non intervenire più di tanto, ma allo stesso tempo non può non rilevare che «la nostra città vive principalmente di Commercio di Turismo e di piccola impresa, e quindi una Amministrazione ha il dovere di regolare il tutto cercando un giusto equilibrio tra diritti dei cittadini di usufruire dei luoghi pubblici e diritto degli imprenditori di fare impresa per contribuire allo sviluppo socio-economico di San Benedetto».

«Non si può non notare che in ogni parte d’Italia, e non solo, compresi luoghi di grande attrazione turistica tipo Piazza della Signoria a Firenze o Piazza Navona a Roma, vi è data la possibilità ai locali di occupare porzioni di suolo in virtù di regolamenti simili a quello che porteremo entro febbraio in Consiglio Comunale. Ritengo infine significativa l’iniziativa del Comune di Riccione che ha dato di recente la possibilità di occupare porzioni di suolo addirittura sul nuovo Lungomare recentemente riqualificato, motivando tale scelta come un veicolo “per rendere più vivace e movimentata l’intera area, soprattutto in bassa stagione. Questo è lo spirito che deve contraddistinguere un paese che ha nel proprio Dna la vocazione turistica».

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