SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Nel merito del processo per la morte di Mario Trento nell’ospedale si San Benedetto, si sono aperte nuove pagine scientifiche. Il 26 gennaio è arrivata una nuova dichiarazione da parte del luminare della scienza Alberto Montori. «La sua condizione clinica mi fu raccontata dal suo chirurgo al telefono prima che morisse».
La famiglia di Trento, storico albergatore del turismo sambenedettese, è tornata nelle aule del Palazzo di Giustizia di San Benedetto del Tronto con il famosissimo chirurgo di fama internazionale Alberto Montori. Del caso ha raccontato il suo breve coinvolgimento avvenuto telefonicamente con un collega che seguiva il caso Trento.
Secondo il teste, alcuni giorni prima della morte del paziente, Ida Trento (moglie di Mario Trento deceduta 11 mesi dopo la tragica morte del marito) ha chiamato il luminare per un consulto prettamente scientifico. I contenuti della telefonata erano rivolti alle condizioni cliniche del marito: «Era preoccupata per la mancata ripresa post operatoria».

Cosa è stato riferito dal chirurgo in quella telefonata al Montori? Il professore ricorda alcuni dettagli prettamente tecnici: un intervento di laparoscopia e una lacerazione della vescica avvenuta durante l’operazione. Quest’ultima era stata prontamente risolta ma la preoccupazione del collega si rivolgeva ad altro: un’infezione post operatoria.

Per Montori le dichiarazioni del chirurgo (del quale non ricorda il nome), sono state molto chiare: il paziente non aveva cenni di miglioramento. Il collega si è dimostrato molto gentile e professionalmente sicuro di quel che stesse dicendo.

Dal 2005 ad oggi il caso di Mario Trento non ha trovato ancora una fine giudiziaria. Restano molti dubbi in attesa delle testimonianze apportate al dibattimento dalla difesa. Il caso è stato rinviato a febbraio.

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