MARTINSICURO – L’amministrazione comunale di Martinsicuro celebra la Giornata della Memoria organizzando la proiezione di due film, alla cui visione e relativo dibattito parteciperanno anche gli alunni delle scuole.

Mercoledì 27 gennaio alle 9,30 presso il salone parrocchiale di Villa Rosa sarà proiettato il film “Ogni cosa è illuminata” (2005), trasposizione cinematografica dell’omonimo libro autobiografico di Jonathan Safran Foer, in cui il protagonista racconta del suo viaggio (sia fisico che spirituale) nel paese natale del nonno, costretto ad emigrare dalla natia Ucraina negli Stati Uniti. Nel percorso alla scoperta delle antiche origini familiari, il giovane rimane sconvolto nell’apprendere che anche la popolazione slava ucraina era responsabile delle persecuzioni ancor prima che arrivassero i tedeschi. Le vicissitudini del viaggio di Foer terminano quando l’americano scopre, una volta sul posto, che il villaggio che sta cercando ormai non esiste più, e le uniche testimonianze ancora esistenti sono costituite da una serie di resti conservati gelosamente a casa di un’anziana signora del luogo.

Alla visione del film parteciperanno i ragazzi delle classi terze della scuola media, e nel successivo dibattito interverrà il professor Gabriele Di Francesco, docente di Sociologia all’Università di Chieti.

«Abbiamo ritenuto opportuno – ha affermato il consigliere delegato alla cultura Massimo Vagnoni –  vista l’importanza del tema, che venissero coinvolti sia il corpo docente che gli studenti delle varie classi, in modo da stimolare un dibattito sereno e serio sugli orrori di quel periodo storico».

In serata poi, alle 20,30, nel teatro tenda in piazza Cavour è in programma il film “Train de vie” (1998). Nel 1941 gli abitanti di in un piccolo centro ebreo della Romania per sfuggire alle deportazioni naziste che si stanno compiendo ovunque, decidono di seguire il consiglio del matto del villaggio, e organizzano un falso treno di deportazione per arrivare in salvo in Israele, passando attraverso l’Unione Sovietica. Sul convoglio ognuno ricopre tutti i ruoli necessari, dagli ebrei prigionieri ai nazisti in divisa, fino ai macchinisti. Il treno così parte in un viaggio pieno di incognite, tra speranza e paura.

Denso di momenti comici e grotteschi, il film affronta i delicati temi dell’olocausto e del nazismo in maniera insolita e pionieristica rispetto a qualunque altro film che parli della shoah, ma profondamente rispettoso  di ciò che ha rappresentato quella pagina nera della storia europea. Le colonne sonore, a cura dell’artista bosniaco Goran Bregovic, rendono bene il tipo di ambientazione, dando un’impressione quasi fiabesca del naturale svolgersi della trama. Il film ha ottenuto nel 1999 il David di Donatello come miglior film straniero.

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