SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bruno Gabrielli strizza l’occhio a Palazzo Raffaello. Nulla di certo, nulla di ufficiale. Fatto sta che l’esponente del Popolo della Libertà pare seriamente intenzionato a tuffarsi nell’ennesima campagna elettorale per conquistare una poltrona da consigliere regionale.Sarà però necessario dimettersi da Assessore al Turismo della Provincia, ruolo incompatibile con una ipotetica delega regionale. Nessun pericolo invece per l’incarico da consigliere comunale, che Gabrielli “coccola” ed è intenzionato a mantenere. «C’è bisogno di persone serie che restino in sella per fare la giusta opposizione in città. Non farò come Martinelli, che lasciò il posto a quel Felicetti che oggi si rivela a sorpresa una stampella per quest’amministrazione».

Idee chiare, che rimangono tali anche quando gli si domanda se una nuova candidatura, a sei mesi dall’incarico ricevuto appena sette mesi fa in Provincia, possa in qualche modo incrinare il rapporto di stima col proprio elettorato. Furono infatti più di 1900 i cittadini che lo scorso giugno riposero la fiducia in Gabrielli. Come reagirebbero ad un tradimento di questo tipo?

«Questa sarebbe la mia sesta candidatura in nove anni», chiosa l’assessore. «Non credo di tradire nessuno. La gente la inganni se non rispetti il programma che presenti o se cambi casacca in corso d’opera. Mi giudicheranno i miei sostenitori, che fin’ora mi hanno sempre premiato».

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