SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella notte dell’otto settembre del 2007 una prostituta chiama il 112 per denunciare una rapina subita da parte di due albanesi. La stazione dei Carabinieri di Monsampolo riceve la chiamata e identifica i presunti aggressori. Venerdì a palazzo di giustizia il Brigadiere che ha condotto le prime operazioni d’indagine ha raccontato i fatti avvenuti quella notte. Il giudice Giuliana Filippello ha richiesto la testimonianza della parte lesa che tutt’ora sembra svanita nel nulla.

Secondo la ricostruzione del militare, quella notte la prostituta ha chiamato il 112 chiedendo aiuto: qualcuno durante la sera aveva rapinato il ricavato del suo lavoro.

La stessa notte la donna ha fornito un identikit dettagliato dei due sospettati, descrivendo minuziosamente anche il mezzo con il quale si sono dileguati e i Carabinieri sono partiti alla caccia dei presunti rapinatori.

Dai primi accertamenti, ha dichiarato il Brigadiere, l’auto indicata dalla prostituta apparteneva ad un albanese M.M., residente a Monsampolo, che la stessa notte è stato individuato e poi condotto in centrale.

M.M. ha confessato ai Carabinieri con chi fosse stato fino a poche ore prima del fermo, indicando un giovane albanese domiciliato anche lui nei pressi di Monsampolo.

Entrambi hanno confermato di essersi recati dalla prostituta quella notte, ma nessuno dei due ha ammesso di averla rapinata.

Il Brigadiere ha asserito che le dichiarazioni sono state contrastanti e i sospetti hanno confermato solo un’aggressione e nulla più. Per tali ragioni sono stati schedati ma rilasciati la notte stessa.

Ora si attende in tribunale solo l’intervento della prostituta che quella notte ha denunciato la rapina ma contattarla sembra un’impresa impossibile.

Secondo gli inquirenti la donna ha cambiato nel corso del tempo più volte domicilio senza lasciare traccia di sè. Attualmente risulta irreperibile, anche se il suo numero continua a squillare invano.

Teme di incontrare di nuovo i suoi presunti aggressori o semplicemente vuole rimanere nell’anonimato?

Non ci resta che attendere la prossima udienza per chiarire anche le sue posizioni.

Non mancheranno aggiornamenti.

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