CUPRA MARITTIMA – Quattro artisti marchigiani alla Galleria Marconi. Sono Niba, Roberto Cicchinè, Armando Fanelli e Ivana Spinelli che domenica 17 gennaio hanno inaugurato òa mostra loro dedicata “Marche Centro d’Arte”.

Le opere sono state presentate da Cristina Petrelli che ha detto a proposito: «Avere le stesse radici non significa necessariamente subire gli stessi condizionamenti e questi artisti ce lo dimostrano. Oggi l’unico spazio rimasto inespliorato è il tempo, ed è proprio questo, il “Moto simultaneo”, il centro della mostra. Nell’opera di Niba ad esempio, “White in the mirror”, realizzato in terracotta smaltata lavorata a mano c’è un concetto di moto che ci fa riflettere sull’effimero. Il corpo è avvolto da una tuta di lattice che leviga tutti i contorni rendendolo perfetto, ma diventa così un involucro, un contenitore vuoto».

La Petrelli passa poi a descrivere le opere esposte da Fanelli: «In “Output Inside”, opera fotografica composta da due pannelli, vediamo nel primo un gesto di offerta, un uomo che allunga verso di noi la sua mano che stringe tra le dita un cervello (bovino). Nella seconda foto invece il cervello, che sta a simboleggiare anche la mente, è abbandonato ed esposto su un piedistallo».

«Nelle opere di Cicchinè – prosegue la Petrelli – che si compone di quattro pannelli, vengono scelti dall’autore quattro oggetti generazionali, ovvero un paio di scarpe, una sedia, un pallone e un bouquet che prendono fuoco. Il significato non è però quello della distruzione ma piuttosto quello della rinascita, della trasformazione, una sorta di passaggio dal vecchio al nuovo».

Due le installazioni della Spinelli che vengono così illustrate: «Si tratta di due opere separate ma strettamente unite. Nella prima, “Perfect Home”, disegno su carta realizzato a matita con macchie di inchiostro, una serie di oggetti tipici dell’ambiente domestico si inseguono in una sorta di spirale della quale si fa fatica a capire quale sia l’inizio e quale la fine. Al centro di questa spirale c’è una figura che ricorda un teschio. Il tutto ci vuole far riflette sull’uso che noi facciamo degli oggetti e del valore che diamo loro. Nella seconda opera, “My home, my dream, my isolation”, gli stessi oggetti casalinghi si dissolvono rapidamente, uno dietro l’altro, in un video».

«L’altra opera di Fanelli – conclude Cristina – è un video intitolato “Permeato”. Qui il torso di un ragazzo diventa un foglio, reso ancora più chiaro da una forte luce. Sul suo corpo vengono scritte parole, numeri e simboli che vengono assorbite attraverso la sua pelle, vengono appunto, permeate».

La mostra termina il 14 febbraio ed è visitabile tutti giorni dalle 16 alle 20 esclusa la domenica. Per informazioni è possibile contattare direttamente la Galleria Marconi allo 0735.778703, o scrivere a galmarconi@siscom.it o ancora visitare www.siscom.it/marconi.

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