SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – False assunzioni in cambio di permessi di soggiorno. L’operazione dei Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata in collaborazione con l’Ispettorato del Lavoro di Teramo ha portato a sgominare un’organizzazione accusata di offrire la regolarizzazione dei documenti a clandestini cinesi mediante la compiacenza di un commercialista e di titolari di aziende santegidiesi.

Agli arresti è finito Hu Yunquian cinese di 47 anni residente a Controguerra, con l’accusa di falso ideologico e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ai fini di profitto, mentre per lo stesso reato sono stati denunciati un commercialista di 48 anni, D.F., 48 anni, e sette titolari di azienda, tutti di Sant’Egidio.

Il cinese avrebbe fatto da tramite con connazionali irregolari che volevano ottenere il permesso di soggiorno: il commercialista poi si sarebbe occupato delle pratiche di assunzione e avrebbe fatto da intermediario con le aziende compiacenti. Diecimila euro la somma che gli immigrati avrebbero versato in cambio della regolarizzazione dei documenti: tremila euro per il commercialista, tremila per l’imprenditore e quattromila per il cinese.

I militari dell’Arma da tempo tenevano d’occhio i movimenti dell’asiatico, che è stato pedinato mentre si recava allo Sportello Unico per l’Immigrazione di Teramo con un titolare d’azienda, per la sottoscrizione del permesso di soggiorno di un cittadino cinese che sarebbe stato assunto nella ditta.

Una volta che i due poi sono tornati a Sant’Egidio, il cinese prima di congedarsi si accingeva a consegnare all’imprenditore la mazzetta di tremila euro pattuita.

A quel punto i Carabinieri, che si aggiravano per la piazza fingendosi parcheggiatori, sono intervenuti ed hanno arrestato l’asiatico in flagranza di reato. Per il commercialista e gli imprenditori è scattata la denuncia a piede libero, mentre dalle perquisizioni effettuate nello studio del professionista e nelle ditte sono stati rinvenuti documenti attualmente al vaglio del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni. Le indagini ora proseguono con l’analisi di una cinquantina di pratiche inerenti contratti di lavoro che risulterebbero irregolari.

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