ASCOLI PICENO – Primi risultati nell’indagine per presunti abusi sessuali di gruppo nei confronti di una minore di cui sono accusati i due diciannovenni ascolani Enrico Maria Mazzocchi e Carlo Maria Santini.

Lo scorso ottobre i due ragazzi vennero arrestati nell’ambito dell’operazione Facebook, l’indagine portata avanti dalla Questura di Ascoli dopo che la madre della ragazza di sedici anni aveva scoperto “in diretta”, tramite una telefonata, il presunto tentativo di abuso sessuale da parte dei due giovani nei confronti della figlia.

La perizia medica, disposta dal Giudice in sede di incidente probatorio su richiesta dell’avvocato difensore di Santini Carlo Grilli, ha appurato che le tracce di sangue rinvenute sugli slip della presunta vittima appartengono sia alla ragazza che a Mazzocchi. Dagli esami effettuati da due periti medici, sarebbero stati rinvenuti anche “reperti biologici” che apparterrebbero sempre a Mazzocchi, ma non è stato specificato di cosa si trattasse. Il ragazzo, in quel pomeriggio di fine estate, si era intrattenuto diverse ore nella casa di proprietà di Santini in Via Parini con la ragazza e lo stesso Santini.

Dopo aver fatto bere la sedicenne, secondo l’accusa i due avrebbero approfittato di lei tentando di compiere atti sessuali. La richiesta dell’avvocato Grilli di effettuare il test del Dna sugli slip era finalizzata a scagionare dall’accusa di stupro di gruppo il proprio assistito dimostrando che, nel momento in cui veniva tentato il rapporto completo, lui si era momentaneamente allontanato dall’appartamento. Questa circostanza sarebbe già stata appurata grazie all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche e degli sms che i due amici si sono mandati in quei momenti. Anche durante gli interrogatori preliminari i ragazzi avrebbero ricostruito i fatti in questa maniera, escludendo però che ci siano stati tentativi di costrizione; lo stesso Mazzocchi, difeso dall’avvocato Alessandro Angellozzi, ha negato di aver forzato la ragazza, una volta rimasti soli, a compiere un rapporto completo.

Ad infoltire l’impianto accusatorio nei confronti di Santini, invece, sarebbero altri elementi emersi dalle conversazioni telefoniche tra i due ragazzi nei giorni seguenti l’accaduto e dalla testimonianza diretta della presunta vittima: Santini avrebbe spinto la ragazza a compiere forzatamente effusioni amorose durante il pomeriggio, prima di allontanarsi per lasciare da soli la stessa ragazza e l’amico Mazzocchi.

Secondo altre testimonianze dirette o da parte di ragazzi e ragazze che avevano frequentato in altre circostanze l’appartamento, inoltre, Santini avrebbe tentato l’abuso nei confronti di altre due ragazze di quattordici anni e di una terza che è riuscita, ribellandosi, ad evitarlo.

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