SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Problema erosione, non si parla solo di nuove scogliere, emerse o soffolte. C’è chi, come l’Itb (Associazione Imprenditori Balneari, ente nazionale presieduto dal sambenedettese Giuseppe Ricci) propone soluzioni alternative.

«No a strumentalizzazioni politiche. L’economia di intere nostre città costiere ha bisogno della piena stagione turistica per sopravvivere, niente spiaggia uguale niente turisti. La nostra esperienza ci dice che bisogna intervenire con intelligenza: dove l’erosione è stata fronteggiata con muraglioni di massi e massicce opere di difesa si è avuta una consistente modifica dell’ambiente e del paesaggio costiero con abbattimento della capacità di balneazione e perdita della capacità di attrarre i turisti. Ciò che muove il turista verso i nostri lidi – afferma Ricci – non è l’idea dello shopping al centro delle nostre città, ma è quella di un arenile esteso, di una sabbia pulita e salubre, di un mare limpido e trasparente con un orizzonte piacevole e libero».

Le scogliere, secondo questa associazione di categoria, avrebbero dei difetti non di poco conto. Afferma sempre Ricci: «Sempre per esperienza diretta sappiamo che offrire al turista il bagno in acque stagnanti, un mare pieno di alghe per la mancata ossigenazione da mareggiate con l’altro rischio di mucillagine, sabbia sporca perché non lavata dal mare, muraglioni di scogli, beh questa è la ricetta perfetta per ottenere, come direbbe Mourinho, “Zero turisti”. No allora ad interventi massicci e localizzati: non è difendendo, con nuovi muraglioni di scogli, un chilometro di arenile e condannandone due di fianco, che si risolvono i problemi». Ricci comunque sottolinea che da adesso fino alla prossima estate sarebbero opportuni interventi tampone (ripascimento con la sabbia del porto di San Benedetto e rafforzamento delle scogliere soffolte) e poi, da settembre, il via ad un programma fattivo.
Come si risolvono i problemi secondo l’Itb? «Suggeriamo due cose: sviluppare interventi tampone subito per la prossima stagione ed approntare un piano intelligente ed integrato per il prossimo anno che veda coinvolti esperti e studiosi del mare e delle sue coste. Occorre che questo non comporti stravolgimenti degli assetti attuali. Non serve costruire nuovi pannelli perpendicolari alla spiaggia perchè poi riparare è difficilissimo. A fronte di questi interventi tampone, c’è da incaricare subito un gruppo di studio con esperti ed aziende specializzate che studino un progetto completo di ampia portata, col coinvolgimento delle organizzazioni di settore e delle istituzioni rivierasche territoriali e non altri che non hanno nessuna competenza a riguardo. La difesa delle coste è un fatto complesso, per le variazioni termiche, le modifiche delle correnti, gli effetti indotti da nuovi interventi nell’ambito portuale e da cambiamenti climatici: no, allora, a lavori immediati senza criterio, si ad uno studio attento e ad una progettazione completa e integrata per un futuro migliore».

L’erosione non attende, quindi ci vuole rapidità e competenza. Così conclude la sua presa di posizione l’Itb.

«E che non si dica mai più che non ci sono i soldi a sufficienza perché basterebbe guardare i bilanci dei Comuni e delle Regioni per capire quanto denaro sperperato inutilmente può essere recuperato per salvaguardare la nostra economia turistica».

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